Trainspotting night @arciTunnel (RE)

L’ultimo giorno della merla a Reggio Emilia si danza; ma non è una danza qualsiasi: è serata Temporock, quindi la danza è techno, è electro, è Novanta, e per inciso il mangiafuoco della serata è Darren Emerson, o Darren Price, o Priceless, o come vi pare. Niente di nuovo? Allora nomino un film cult: Trainspotting; la sua colonna sonora: Born slippy.NUXX; e la band che la compose: Underworld.

Darren Price diventa terzo membro del gruppo inglese nel 1990 (poco tempo più tardi vedranno il successo grazie appunto al lungometraggio tratto dal romanzo di Irvine Welsh) per poi intraprendere a fine anni Novanta la carriera solista e creare la propria etichetta (la Global Underground, ndr). I suoi ricercati remix vengono scelti da mostri come Chemical Brothers e  Björk, e ben presto si guadagna le copertine di giornali specializzati e serate al Pacha di Ibiza.

Ma stasera non siamo al Pacha; questa sera siamo al Tunnel di Reggio Emilia, un capannone disperso nella zona industriale della città. E’ l’una di notte ed è più il tempo che ci metto a svolgere la debita burocrazia (nuova tessera arci € 12+ entrata senza consumazione € 10) che quello per far la fila ed entrare. Il locale non è pieno ma la gente è accalcata e l’umidità si fa sentire, in compenso il prefabbricato organizzato in modo intelligente (diversamente da molti locali stipati in capannoni) e con un ampia pista da ballo. Il pre-serata passa in rassegna la compilation con le migliori hit di FIFA 2000 e le strobo cominciano a farsi sempre più aggressive. Inizia lo spettacolo.

Price sal sul palco in tenuta casual, un’ovazione, ma neanche tanto entusiasmo per uno degli iniziatori dell’elettronica d’Oltremanica. Con un pezzo ipnotico la notte comincia veloce, le luci proiettano danzatrici ipnotizzanti, il codice di Matrix, Pac-man che si ingozza e scappa dai fantasmini, tante farfalline e New York.

Price guarda il pubblico che si scatena dandogli le spalle; la maggior parte che sì, c’era negli anni Novanta, ma avrà avuto 10 anni quando Trainspotting uscì e quando lui, gli Underworld e tutto il resto dell’elettronica impazzavano. E quindi questo non è più un concerto, non è altro che un revival con roba che non è più di moda, ma che fa figo anche se non è generazionale stasera. Perciò è meglio scegliere un altro disco, e un altro e un altro ancora.    

L’effetto fumo mi spinge a guardare fuori dalla finestra: nevica. In effetti è l’ultimo giorno della merla.

Darren Price, pic by Google

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