La Signora K e il lato bizzarro dell’arte

di Chiara Berton

Occhi di topo

Per inaugurare la sezione Arte di Mogol Bordello abbiamo scelto un’ ospite molto speciale, nonché un’artista dal notevole talento: direttamente da Parma è venuta a farci visita la Signora KI suoi lavori camminano in una poliedria di tecniche: si passa dai disegni ai quadri ad olio, dai murales (alcuni li potete trovare in alcuni locali di Reggio e Parma) ai fumetti. Da poco si è conclusa la mostra Arte & Comics presso lo Spazio Gianni Testoni di Bologna, dove erano esibite alcune delle sue opere. Il mondo della Signora K  è una spedizione tra peronaggi stravaganti, luoghi surreali e scene illogiche, volta alla scoperta di un’esistenza folle e contradditoria che viene smantellata senza esitazione, affrontando tematiche sociali delicate con allegorie ben ponderate oltere che efficaci.

La Signora K è questo. Ma anche ben altro.

Come nasce la Signora K?

«La Signora K si mette a dipingere nella pancia tra straccetti ombelicali e globuli di placenta, anche perché qualche anno fa mammà le disse che per caso a sei mesi le diede in mano una matita, e lei non se la mise in bocca ma fece il suo primo scarabocchio su un foglio.

Col passare degli anni ritaglia bisce al nido e alla materna scrive un fumetto tuttora inedito; alle elementari prende una cotta per Ligabue (il pittore) e alle medie comincia a elaborare lettere. Questa cosa diventa una mania che dura per tutte le superiori, dove non fa altro che lettere su lettere, su fogli e su muri.

Poi va all’accademia di Bologna, va in crisi ma si scanta; la finisce solo perchè tutto sommato a qualcosa le è servita: a disincantarla su tutta una serie di cose; sociali soprattutto. Ora fa cose quando ha tempo, e se non ce l’ha se lo trova in qualche modo».

Cosa ti ispira quando disegni?

«Traggo ispirazione in particolare da fotografie che ritaglio e colleziono da quando avevo quattordici anni (da quando mi sono persa)».

Nelle tue opere non segui un filone tecnico particolare. Come scegli?

«Ogni cosa che rappresento è accomunata da una tematica che sento forte, come il grottesco e il sociale; quando decido se disegnare, mettere colori o lavorare in bianco e nero è perchè determinate impressioni si hanno sotto determinate forme: ogni cosa in base a come è raffigurata esprime emozioni e sensazioni differenti…e poi mi piace sperimentare»!

Come funziona il circuito artistico nazionale?  L’Italia è aperta a nuove forme di mecenatismo?

«In Italia il problema è l’Italia. Quando si pensa alla politica in Italia si sta male; basta riferirsi a questo e tutto torna. L’arte, come l’emozione, come le meraviglie del territorio, come qualche persona, continua a vivere sotto il velo di neve che avvolge tutto…ma un giorno verrà pure primavera».

All’Art & Comics di Bologna i tuoi lavori sono stati esposte con quelli di personaggi di spicco del fumetto e dell’animazione. Cos’hai portato a casa?

«L’esperienza di Bologna è stata la mia prima importante esperienza in questo campo. Lavorare con persone che mi piacciono, bersi un buon bicchiere di vino davanti a un piatto di tagliatelle al ragù».

Ora parliamo di James Kalinda, un legame artistico ma non solo: come si è creato?

«Di James Kalinda non si può parlare perché lui non esiste. Lui è l’uomo di Neanderthal che vive con me e questo mi basta».

Alcune delle vostre opere sono esposte a cielo aperto: le ultime vicessitudini legali di Bros inquadrano un Paese ancora poco avvezzo a distinguere la porcheria dall’arte e a riconoscere il bello anche in qualcosa di pubblicamente ingombrante. Cosa ne pensi?

«Quando fa comodo parlare di certe cose se ne parla. Quando non frega niente a nessuno non fa scalpore.

Sono decenni che la gente viene beccata: ma questo li rende vivi.

E allora continua, farà processi, farà scalpore, farà tutta una serie di cose per cui vale e varrà la pena sentirsi vivi».

Parma, la città dove vivi, contribuisce alla tua creatività?

«Parma contribuisce alla mia serenità; perchè qui vivo in una casa splendida, piena di animali, fiori, e piena del mio compagno».

Tu però sei nata a Reggio Emilia. Che rapporti hai con questa città?

«A Reggio principalmente ho gli affetti più cari, oltre al fatto che ci lavoro…ci torno quando ho bisogno di tutto questo».

Chi è la Signora K tolti i panni dell’artista?

«La Signora K è tutto questo, ma è anche psicologia felina, orto, casa nel verde, Chi l’ha visto?, musica, arte culinaria, ginnastica artistica, atelierista, bambini, fattrice di collane, fattrice di mercati dell’usato, fruitrice di mercati dell’usato, ambientalista».

I quadri di denuncia sono quelli che capovolgono tutto. Rimangono impressi e fanno sospirare.

Signora K 

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3 thoughts on “La Signora K e il lato bizzarro dell’arte

  1. foto bucaria ha detto:

    ciao sono Bucaria Fotografo di Reggio Emilia to scoperto come artista murales ( se posso definirti cosi’ ma non ho la cultura su di te per definirti in modo diverso), torno al dunque io ho fotografato prima della demolizione di un capannone in Parma le tue Immagini disegnate forse banale dirti mi piacciono un amico amante dellarte ma chiesto di te e gradirebbe un dipinto su commisione, se ti sfagiola chiamami saro lieto di comunicarti il tutto, se hai modo di consultare FACEBOOK cercami con Giuseppe Bucaria e vedi la mia foto attendo il tuo contatto e
    ti lascio i miei, cell 3348586010 *uff. 0522303110 E-mail giuseppe.bucaria@fastwebnet.it

  2. bucaria ha detto:

    sono Breva perche e la seconda volta che scrivo il messaggio e nellinvio ma dato errore, ieri sera, quindi deduco non sia arriva to, ma adesso il poco tempo non mi permette di riscriverle il tutto se la signora K mi telefona al 3348586010
    le dovrei commissionare un lavoro per un mio cliente
    io sono fotografo G BUCARIA
    a presto

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