Party Animals: finché ci sono c’è speranza. La storia di S.Boyz e Nerd Flanders.

di Chiara Berton

Finché ci sono party animals speranza c’è: noi ne abbiamo quattro divisi in due coppie: Mogol Bordello è lieto di presentare la super doppia intervista tra S.Boyz e Nerd Flanders,  giovani dj emiliani  che si stanno dando molto da fare per promuovere la loro musica,  ma per promuovere soprattutto la cultura elettronica nella Bassa!

Chi siete, da dove venite, che roba fate?

S.BOYZ: «Ciao! Siamo Gabriele Zeppieri Peterlini e Andrea Favali, entrambi di Reggio Emilia. Il nostro dj set svaria tra diverse sonorità, da quelle house più classiche e ritmate a quelle più moderne, mischiando sempre qualche suono funky e un po’ di french touch».

NERD FLANDERS: «Marco Campani e Paris Koumiotis sono entrambi di Reggio Emilia, anche se Paris è un meticcio italo-greco! Nei nostri dj-set cerchiamo di proporre una selezione il più possibile eclettica con componenti elettro-fidjet, richiami classic house music e qualche tocco di new wave. Variamo molto comunque in base alla location e all’umore».

Conoscevate ODF prima di finirci in mezzo? E quindi, come ci siete finiti in mezzo? Cosa ne pensate, vi siete divertiti?

S.B.:«Si, grazie ai ragazzi di Monoty, all’amicizia con i May-B dj’s e alla curiosità verso nuovi progetti e tendenze, ne eravamo a conoscenza  già dalla prima edizione! Veramente una gran bella esperienza che speriamo di poter ripetere»!

NF: «Siamo venuti a conoscenza dell’ODF dell’anno scorso proprio tramite Mogol Bordello e la relativa intervista, anche se purtroppo non siamo riusciti a partecipare! Monoty ha fatto da tramite quest’anno e ci ha permesso di partecipare, cosa che ci ha fatto particolarmente piacere visto che siamo particolarmente sensibili alle arti visive e musicali prodotti dalla sottocultura giovanile delle nostre zone! Non a caso durante l’evento WOW che organizziamo, cerchiamo sempre di dare spazio ad artisti della zona che spesso si trovano in seria difficoltà ad emergere a Reggio Emilia e in Italia in generale».

Entrambi avete frequentato club storici come il Maffia o l’Adrenaline, in che modo questi hanno contribuito alla vostra formazione?

S.B.: «Sono entrambi locali che hanno profondamente segnato la nostra formazione culturale, locali che fin da giovanissimi abbiamo sempre frequentato. Circa 4 anni fa poi c’è stata la svolta chiamata Poker Room, un progetto che è nato proprio tra le mura dell’Adrenaline prima e del Maffia poi, assieme ai Nerd Flanders e ad altri nostri amici. Proprio grazie a questo progetto abbiamo potuto calcare le consolle di questi due storici club, anche in serate veramente calde! Esperienze meravigliose che rimarranno sempre nei nostri cuori»!

NF:«I locali che avete citato sono stati la nostra casa per diverso tempo, e ne andiamo particolarmente fieri visto la storia imponente che hanno accumulato (purtroppo le difficoltà maggiori che abbiamo incontrato nel proporre la nostra musica sono dovute alla presenza ingombrante a Reggio Emilia dell’etichetta Folies de Pigalle che difficilmente aiuta a promuovere il proprio stile senza scadere nella brutta copia)!

A quei  tempi non suonavamo ancora insieme, ma all’inizio della nuova esperienza al Tunnel Club (fine 2009), quasi per caso abbiamo  deciso di iniziare questo nuovo progetto Nerd Flanders, sviluppando una strana intesa fatta di attriti e punti di vista differenti, che in qualche modo è riuscita a durare fino ad ora»!

Fate parte tutti quanti del progetto WOW, ci spiegate in cosa consiste e cosa significa per voi?

S.B:«Questo lo lasciamo spiegare a Paris che in quanto a dialettica è sicuramente più bravo»!

NF: «Wow è un progetto che ha preso il via quest’anno e che sta cercando di evolvere, stimolando il pubblico con input musicali, visivi, performance di artisti di strada, interazioni fotografiche e altri contenuti che diano una forte impronta ad una serata che riteniamo unica nei dintorni (anche se continuamente migliorabile)!

Stiamo cercando di fortificare il lavoro fatto in passato, come Poker Room, e il fatto di essere amici, prima ancora che collaboratori, ci ha permesso di lavorare insieme in questi anni affrontando frizioni quotidiane e punti di vista differenti, che ci accompagnano quotidianamente, con dei semplici “vaff..”.

Siamo tutti molto giovani e ciò è sempre stato mal visto dalle organizzazioni concorrenti e dai gestori dei locali, ma siamo sempre andati dritti per la nostra strada a costo di sbattere ogni tanto la testa contro il muro»!

Nell’ultimo periodo la sottocultura elettronica reggiana ha avuto ampio spazio, soprattutto in città, possiamo definirla quasi del tutto emersa o c’è ancora molto lavoro da fare?

S.B.:«Sicuramente rispetto ad un anno e mezzo fa qualcosa si è mosso, anche se la chiusura di un locale come il sopraccitato Maffia, non ha certo aiutato lo sviluppo di interessi di questo genere. La strada è ancora molto lunga e il fatto che Reggio non sia una grande città sfavorisce questo tipo di cultura alternativa».

NF:«Pensiamo che la sottocultura ci sia, ma pensiamo anche che faccia fatica ad emergere poiché il pubblico reggiano preferisce la serata “sottovuoto” con il “waka-waka” di turno, i tavoli con le ragazze accoglienti e la selezione all’ingresso, piuttosto che uscire di casa per esplorare nuove sonorità, situazioni e gruppi. Diciamo, generalizzando, che la presenza di una cultura paesana e la noia cronica che affligge i giovani , sono due  grossi nemici per tutti gli artisti e gruppi che vogliono emergere, costringendoli a guardare spesso altrove».

Vi ricordate il momento esatto in cui avete capito che volevate fare musica?

S.B.:«Di preciso no. Probabilmente una sera, due casse, una consolle, un bravo dj e qualche cocktail di troppo hanno fatto scattare la scintilla! Andrea più o meno in terza superiore pocciando con Music Maker»!

NF: «Marco ha iniziato ad avvicinarsi alla consolle quando il Maffia si trovava nel pieno del suo splendore musicale, proponendo i più grandi djs ed artisti del momento;  da quel momento, affascinato dalle nuove sonorità che poteva apprezzare, si è immerso in tutto quello che il panorama underground offriva.

Paris ha vissuto l’infanzia immerso nella musica, dal momento che il padre è un cantautore, e visto che già in tenera età era stato affiancato al pianoforte; una lunga pausa da ogni tipo di strumento musicale è stata interrotta dal fascino della console che si è impadronita di lui quasi dieci anni fa».

Cosa ascoltavate da piccoli e cosa ascoltate invece ora?

S.B.: «Andrea è sempre stato un fan di Freddy Mercuri, io di Max Pezzali! Adesso non si contano gli artisti che ci piacciono…sono troppi! In giro nonostante ci sia un gran casino tra etichette discografiche e musica digitale ci sono un sacco di grandi artisti ancora troppo poco valorizzati»!

NF:Marco a 14 anni impazziva per Limp Bizkit e Linkin Park. Ora invece è continuamente affascinato da tutto ciò che è daftpunkiano.

Paris a 14 anni ascoltava Enya e Michele Zarrillo. Ora invece sposta l’orecchio dai Jefferson Airplane agli Arctic Monkeys, da Fever Ray ai Bloc Party, dai Pink Floyd ai Pendulum, da Jamie T agli Ac/Dc».

Il prossimo viaggio da fare?

S.B.:«Sicuramente vorremmo fare Londra e il WMC a Miami, ma viaggiamo spesso insieme e siamo entrambi molto appassionati di festival, che a livello europeo sono molto frequenti , quindi sicuramente con l’arrivo dell’estate ne cercheremo qualcuno»!

NF: «Marco andrà al Tomorrowland Festival in Belgio. Paris andrà a Marrakech».

Chi siete tolta la maschera del dj?

S.B.: «Andrea è un rispettabile neo-laureato che lavora presso una famosa ditta di pubblicità, io sono alle dipendenze di mio padre!».

NF: «In realtà la maschera non ce la togliamo proprio perché ci sentiamo a nostro agio sul palco come nella vita di tutti i giorni, ci definiamo due party animals. Nella vita di tutti i giorni, oltre a non bere cosi tanto, lavoriamo a testa bassa e cerchiamo di incanalare la nostra energia in tutto ciò che ci piace».

Piani per il futuro?

S.B.:«Sicuramente tra i prossimi progetti c’è in primis un tentativo nel campo discografico, è già un po’ di tempo che ci siamo a dietro ma x vari motivi ancora non siamo riusciti ad arrivare dove vorremmo.Oltre a questo i progetti più in grande sono relativi a WOW, party nel quale crediamo al 100%. Il sogno è quello di riuscire a realizzare un grande festival all’aperto con le più svariate iniziative, magari insieme ad Original Different Festival…. Sarebbe bellissimo!

NF: «Girare, girare e girare portando il nostro verbo in giro».

Cosa pensate dei S.BOYZ/NERD FLANDERS?

S.B.:«Quando vanno d’accordo ci sanno anche fare»!

NF:«Gli S.Boyz stanno seguendo la strada giusta. Fate schifo, ma a volte l’impegno sopperisce la mancanza di talento»!

Dall' alto: Nerd Flanders e S.Boyz impegnati nel WOW tour.

Per info cliccate qui: S.Boyz myspace e Nerd Flanders myspace .

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