Archivio mensile:aprile 2011

Iucu 979, un certo personaggino.

di Chiara Berton

Un certo personaggino per una svariata serie di motivi, in primis perché per buttar giù due righe su di lui ci abbiamo impiegato quasi quattro settimane!

Ad ogni modo, IUCU 979 è un brillante (e alquanto naïf) giovane artista e designer —per Monoty, Blomor, Byg Bang e Malph— pavese. Parliamo di lui oggi perché il mese scorso con le sue opere ha spalancato le porte di ExpOne, la bimestrale di BIG ONE (via L.Grossi, Viadana) inaugurata in occasione del primo anniversario del negozio. 

Come ci si sente ad avere l’onore di aprire ExpOne con le tue creazioni?

La maggior parte della gente mi conosce solo come designer di moda, ma in realtà nasco proprio come pittore! Fino a dieci anni fa era questo il mio lavoro e ora mi è tornata la “voglia”, e quale miglior posto per esporre se non un negozio di abbigliamento?!  BIG ONE è la giusta cornice per inaugurare questa mia nuova stagione creativa! Mi è anche stato concesso il privilegio di dipingere una parete in occasione del compleanno del negozio, è stato davvero divertente!

Parlaci un po’ della tua esposizione…

In questo nuovo progetto racconto un corpo femminile che, privo di punti di riferimento, cresce come una radice e vaga nello spazio alla luce di una stella. È metafora della vita passata e moderna, è pulsione e crescita incondizionata nell’ infinito.

Il film, il disco, il romanzo e l’opera d’arte che descriverebbero al meglio IUCU in questo periodo?

FILM: Lo chiamavano Bulldozer, del 1978, con Bud Spencer. Non mi stanco mai di rivederlo! Mi carica sempre di energia e malinconia, un mix devastante!

DISCO: Sapore di sale di Gino Paoli, sarà perchè sento già l’estate, e perchè mi ricorda la Versilia.

ROMANZO: Il fattore Ramington (giallo Mondadori delle serie SEGRETISSIMO)— di Raymond Obstfeld, del 1988— che in realtà non ho ancora letto! L’ho trovato quasi per caso in una bancarella e pochi giorni dopo mi è capitato ti trovare e acquistare l’ illustrazione originale di Carlo Jacono usata proprio per realizzare la copertina di questo romanzo.

OPERA D’ARTE: una carta mediatica di Mario Schifano del ’79, che rappresenta un gruppo di aeroplani. La contemplo ogni sera prima di addormentarmi! Mi ispira, non so perchè.

Chi è IUCU nella quotidianità?

Nella vita sono sincero e disponibile. Mi fa star bene entrare in contatto con tutto e tutti, terreno fertile per la creatività!

Info: Iucu Myspace, Iucu Facebook.

Per guardare le fotografie dell’inaugurazione di ExpOne clicca qui.

Il seme della cultura critica: Underculture, da Reggio con furore.

di Chiara Berton

Made in Reggio Emilia Underculture è un webzine/blog nato con l’obbiettivo far emergere le subculture cittadine. Dietro a questa idea ci sono Andrea ed Elena —due ragazzi da tempo a contatto con i movimenti sotterranei reggiani—che hanno deciso di dare spazio a queste mimetiche realtà. Quindi, se abitate a Reggio (ma anche no), se siete annoiati e da tempo cercate un portale che raccolga le novità creative nascoste della vostra città, allora leggete questa intervista lampo ai creatori di Underculture:

Perché, come e quando nasce Underculture?

Il logo di Underculture.

L’idea nasce da uno sfogo di Andrea sulla monotonia della cultura reggiana e, facendolo leggere a Elena, decidono di creare un blog che possa dare spazio al genio altrui. L’idea prende piede verso natale 2010.

Cosa trattate principalmente e a quale cerchia di persone vi riferite?

Il nostro blog si propone di arrivare verso la popolazione internauta reggiana e tratta tutto cio che concerne le varie forme d’arte:  da quelle figurative fino a quelle sonore. L’intento è quello di dare spazio alle idee, quindi stiamo studiando un modo per creare una rubrica che possa contenere opinioni.

Reggio città: per quale motivo aprire un blog?

Perchè proprio Reggio è una citta nella quale c’è la totale assenza di questo tipo di portali, che trattino di nuove tendenze e culture.

Sulla vostra Home Page si legge: “la gente non pensa, la gente segue altra gente annusandone la scia che si lascia dietro”. Cosa potrebbe cambiare con Underculture?

Sicuramente Underculture non potrà creare alcun tipo di rivoluzione di massa, ma si propone come piccolo imput per creare stimoli verso gli utenti che ci visitano. È un piccolo seme che piantato in menti feconde potrà aiutare, anche in minima parte, lo sviluppo di cultura critica.