Archivio mensile:maggio 2011

Fotopittura architettonica: Lisa Borgiani e Massimo Nidini

di Luca Bozzoli

Lisa e Massimo: uno scontro tra forme d’arte, generazioni, realtà, idee. Un big bang culturale capace di generare una forma d’espressione che, a calco, ne rappresenta la natura composita ed esplosiva. Dense pennellate rincorrono i confini realistici propri della fotografia per deformarli e mescolarli in opere originali e dal sapore esotico.

Lisa Borgiani e Massimo Nidini

Entrambi di Verona, hanno collaborato dal 2005 fino alla scomparsa di Massimo, lo scorso 20 maggio. Le loro crezioni fotopittoriche (presenti in numerose fiere internazionali come New York Art Expo, 20|21 London Art Fair, Art Singapore Fair, Innsbruck Art Fair, Dubai Index Fair e The Affordable Art Fair London), passeranno anche nella nostra Bassa, con la mostra DynamiCities a Brescia, Reggio Emilia e Cremona.

Molto altro si potrebbe scrivere su questa innovativa idea d’arte ma la chiusa così brusca cui si è voluto ricorrere è giustificata dal poter lasciar la parola a Lisa e alle opere stesse che sono la testimonianza più viva e veritiera.

Partiamo dalle curiosità: come nasce la collaborazione tra Lisa Borgiani e Massimo Nidini?

La collaborazione nasce dall’idea di unire e fondere insieme due arti (la fotografia e la pittura), due menti, due idee e due età così diverse (quando abbiamo iniziato avevo venticinque anni e lui sessanta). L’incontro suscitò un notevole interesse già dalle prime opere e così iniziammo a dedicare tutto il nostro tempo a questo progetto artistico.

Sulla base di che criterio scegliete e mescolate i vostri soggetti cittadini?

Le architetture vengono scelte in base alla loro forma e all’ispirazione che suscitano in noi, per creare un’unione armoniosa tra architetture antiche e moderne.

Un tema ricorrente nelle vostre opere è la mescolanza temporale: passato, presente e futuro coesistono nello stesso quadro dando vita ad accostamenti originali tra vecchi palazzotti e slanciati grattacieli. Come spiega questa, spesso difficile ai tempi d’oggi, armoniosa convivenza?

L’idea è di creare le città del futuro, dove antico e presente si fondono alla ricerca di una nuova identità. Un’idea che vuole mantenere la storia e la sua importanza, fusa al presente per creare il futuro.

Oltre all’incrocio tra epoche ricorre nelle vostre opere l’incontro tra culture: per mezzo di collage interdimensionali sapete trasmettere l’esigenza di confronto col diverso. Un diverso che, con grande abilità e grazie ad acute scelte rappresentative, non viene mai mescolato, potremmo dire meglio: globalizzato, ma mantiene i suoi caratteri peculiari. Credo che questo sia un vostro grande merito, è d’accordo?

La scelta di unire architetture di epoche diverse attraverso il collage, mantenendo ben visibile le loro principali caratteristiche, è nata inizialmente dallo stile impressionista di Massimo Nidini (pittore). Unire vari soggetti e culture diverse e ben distinte per crearne una unica è alla base dei nostri lavori. L’unione e la fusione di epoche dà un’idea di globalizzazione diversa: unire mantenendo le specificità di ogni soggetto.

Abbiamo accennato alla pluridimensionalità delle vostre opere e di qui si potrebbe partire per definirvi dei post-cubisti, ma voi come vivete il rapporto con il genere artistico? Dove vi collochereste e in che modo potete dire di averlo rivisitato e fatto vostro?

 La nostra è una strana unione di vari generi dovuta alle diverse caratteristiche e alla differente provenienza dei due artisti. Impressionismo, cubismo, futurismo sicuramente hanno influenzato la nostra arte. E ora un tocco di surrealismo sta entrando in questo gioco. È divertente e stimolante unire vari periodi artistici e  farli propri, nasce qualcosa di diverso, l’inizio di un nuovo movimento?

EXP: DynamiCities verrà inaugurata a Leno (BS) il 29 maggio alle 17.00,  presso la sede principale della banca Cassa Padana; dal 1 al 23 luglio li troverete nella sede di Reggio Emilia della Cassa Padana (inaugurazione venerdì 1 luglio 2011 ore 18.30); dal 17 novembre 2011 al 20 gennaio 2012 saranno alla Project Room Galleria delle Arti di Cremona (inaugurazione giovedì 17 novembre alle 19.00); nel 2012  la mostra tornerà all’estero, in Belgio e in Germania.

INFO: http://www.lisaemassimo.com/

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WAKE UP!

di Chiara Berton

SVEGLIA!

Mai il pensiero di Mogol Bordello era stato tanto vicino (guardate i nostri ultimi stickers per capirlo) a quello del nuovo evento che si accinge a deflorare la stagione estiva della Bassa. WAKE UP è il nome di una serie di party ideata da BeatandStyle, che prevede di dare una scossa sonora alla campagna, proponendo situazioni culturalmente attuali e in linea col panorama nazionale, decisamente nuove sul raggio locale.

La serata d’apertura si terrà sabato 28 maggio all’ OMBRE Summer Garden (Lavadera Village) di Viadana (MN).

A destarvi dai vostri viaggi onirici saranno giovani djs autoctoni (Jummy, Jonny e N!ck), con la collaborazione per il visual set dei Lumiere Brothers per le performance artistiche dell’associazione culturale di danza MUVS.

Al battesimo di WAKE UP! parteciperà inoltre Carlo Pastore con il progetto COUNTRY SIDE KID. Resident alle serate FRESH! del Rocket di Milano e dell’indie party inglese Club NME, C.S.K. è un percorso verso il futuro e a ritroso della musica dance, house, disco, electro, tropical, dubstep e acid.

Non vi resta che scendere dal letto col piede destro.

INFO: WAKE UP Facebook.

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The Pursuit of Colour: Francesco Bozza

di Chiara Berton

Dopo i contorsionistici quadri di IUCU, ExpOne apre il nuovo ricircolo artistico con un giovane fotografo modenese: Francesco Bozza. Laureato ingegnere, iniziato dal web alla via dello scatto, Bozza propone per un bimestre la piccola collezione Pursuit of Colour: l’espressione di una quotidianità alla ricerca dell’equilibrio per mezzo del colore.

Mogol Bordello è andato all’inaugurazione per far qualche domanda a Francesco:

Come nasce la tua passione per la fotografia?

«La passione per la fotografia nasce navigando su siti come flickr.com, 1x.com e 500px.com dove rimango impressionato dalla bellezza e dalla capacità comunicativa di alcune foto. Vengo colpito sia dal punto di vista del contenuto sia da quello cromatico: il desiderio di capire come raggiungere quei risultati è la vera forza motrice del mio primo periodo fotografico».

Imparando da autodidatta quali sono state le maggiori difficoltà che hai incontrato? 

«All’ inizio la difficoltà maggiore è stata la ricerca del “materiale didattico”: su internet c’è tutto, ma riuscire a reperire le informazioni utili è stata una vera e propria sfida, sopratutto per quanto riguarda la gestione della post produzione digitale! Un’altra difficoltà poteva essere legata all’assenza di persone con cui confrontarsi direttamente, faccia a faccia, per uno scambio di opinioni produttivo. Per questi motivi ci ho messo qualche anno ad affinare il mio stile e mi considero ancora in evoluzione».

Che senso dai al colore nelle tue fotografie?

«Il colore nelle foto è tutto. Essendo una delle prime cose che mi ha colpito (assieme all’ uso dello sfocato per far risaltare meglio il soggetto dell’ immagine) è un’aspetto che curo di più, sia in fase di scatto, con la ricerca della luce giusta, sia durante la post-produzione. Ritengo anche che il colore da solo possa essere un vero e proprio soggetto, una foto normale che però ha i giusti colori può diventare molto interessante, può comunicare».

Dove hai scattato le fotografie esposte da ExpOne?

«La maggior parte delle foto sono scattate a Modena, la città in cui vivo, e nelle campagne della zona. Per quanto riguarda il genere street invece preferisco recarmi nella grandi città come Milano e Roma, che ritengo abbiamo molti più stimoli per questo tipo di foto».

Se l’esposizione dovesse avere una colonna sonora, quale sarebbe?

«Mentre lavoravo sulle foto esposte solitamente ascoltavo gli Oasis, i The Killers e i Bloc Party…però devo dire che anche la musica scelta da Marco (Jummy, ndr) durante l’inaugurazione non era niente male»!

Cosa fai quando non fotografi?

«Sono iscritto al primo anno di una scuola di dottorato di ricerca in Ingegneria dei Materiali, nel tempo libero invece amo sciare (freeski)».

Progetti futuri ?

«I progetti futuri sono principalmente orientati in due direzioni: il primo tema è l’esatto contrario della ricerca del colore nella fotografia, ovvero l’uso del bianco e nero —quando il concetto o la situazione rappresentata in una foto è già abbastanza forte da risaltare senza il bisogno di agire sui colori decido di eliminarli del tutto per togliere possibili elementi di distrazione e per evidenziare una nuova visione della scena rappresentata— il secondo tema invece prevede la realizzazione di stampe di grandi dimensioni (almeno 200×130 cm) da usare per esposizioni o per installazioni decorative».

Francesco in una sua foto.

ExpOne: presso Big One Shop, via L .Grossi 11, Viadana (MN).
           
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