Archivio mensile:giugno 2011

WAKE UP! e Sammy Bananas.

Sabato 25 Giugno WAKE UP! Special, edizione spaziale con ospite internazionale: direttamente da Brooklyn NYC, SAMMY BANANAS il folletto di casa Fool’s Gold Records.

Sammy Bananas, party maestro, il suo è un concentrato di stile pop electro satisfaction sempre una spanna sopra la media. Un suono diventato ormai marchio di fabbrica, che fa saltellare già da un bel pò di anni tutte e due le coste USA. Sammy è un abile remixer, con rielaborazioni per Passion Pit, Kid Cudi e Chromeo, così come i suoi brani originali sono amati e suonati da dj di tutto il mondo.

Alla serata parteciperanno anche i mostri soliti: Jummy, S.Boyz, Nerd Flanders e N!ck.

Visual set live dei Lumiere Brothers e performance artistica di MUVS.

WAKE UP! Special: OMBRE Summer Garden, via Pangona 76, Viadana (MN).

INFO:Sammy Bananas, Wake up FB, Beatandstyle Eventi.

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Magici, magici .Geisha.

di Chiara Berton

Un duo di Mantova veramente, seriamente magico. Le atmosfere proposte nei brani del nuovo Sand, Palms and Bubbles affascinano, incantano per davvero chi ascolta. I suoni non mentono la loro provenienza dagli angoli del regno musicale, un intruglio di rock e ambient segna il nuovo genere proposto dai .Geisha. E siccome già altre volte ci siamo imbattuti in creature strane, anche questa volta non potevamo restare impassibili:

Perché avete scelto questo nome?

DAVIDE. Devo ammeterlo: sono un appassionato di cinema orientale, e  in quel periodo ne ero quasi ossessionato! In realtà l’ idea è uscita quasi per caso, ma entrambi eravam d’accordo sul fatto che la Geisha fosse un’ opera d’arte in movimento e poteva quindi essere una metafora adatta a descrivere la nostra musica.

Da cosa traete ispirazione quando componete?

Semplicemente penso siano  i nostri stati d’animo, indirettamente, a  influenzare i nostri i pezzi e il modo di comporli. Ascoltando le canzoni  del vecchio album si può sentire più frenesia, più tensione, come se i brani rappresentassero una continua ricerca di se stessi, senza però trovar una soluzione vera e propria o concreta. I pezzi del nuovo album invece li sentiamo più maturi e, forse in alcuni passaggi, più tranquilli, come se noi fossimo diventati più consci di ciò che vogliamo, sia nella vita sia nella musica. Inoltre nella creazione ci piace partir da melodie semplici e via via riarrangiarle, magari anche rendendole piu complesse, ma comunque facendo sì che l’ascoltatore venga trasportato in varie atmosfere, come in un viaggio, per ritrovarsi scaraventato quando meno se lo aspetta in posti che non poteva prevedere.

C’è un disco in particolare che ha svoltato la vostra formazione musicale?

D. Personalmente penso che non sia stato un album, ma una discografia completa a sconvolgere la mia formazione musicale, e sto parlando della discografia dei King Crimson! Anni fa, quando sentii per la prima volta un loro album (Red,1974), rimasi veramente spiazzato, ma allo stesso tempo colpito dagli arrangiamenti e dalla forma che avevano le loro canzoni: niente più schemi strofa-ritornello, ma un  susseguirsi continuo di note, atmosfere e incastri che al primo ascolto mi incuriosirono. Da quel momento capii che nella musica si potevano anche abolire alcune regole e reinventarne altre. Li consiglio a chiunque!

MATTIA. Non c’è un disco in particolare. Tanti gruppi hanno contribuito alla mia formazione, cito solo i più importanti: Frames degli Oceansize, Everything you ever wanted to know about silence dei Glassjaw, Leviathan dei Mastodon, King for a day dei Faith no more, Grace di (l’immenso) Jeff Buckley, St.Elsewhere dei Gnarls Barkley13thstep degli A perfect CircleHail to the thief dei Radiohead, Miss machine dei Dillinger escape plan, Sam’s town dei KillersDeloused in comatorium dei Mars Volta, White pony dei Deftones, Into the wild di Eddie Vedder, Say hello to sunshine dei Finch, Make your self degli Incubus, The power to believe dei King Crimson, Rated R dei Queens of the stone age, Song to ruin dei Million dead, California dei Mr. BungleDirector’s cut dei Fantomas, Origin of symmetry dei MuseVulgar display of power dei Pantera, The Shape Of Punk To Come dei RefusedVheissu dei Thrice. Ma poi anche Sublime, Beatles, Pearl Jam, Elisa e The Doors

Nel vostro background ci sono Radiohead e Bjork, ma anche Mastodon e Deftones. Questa diversità di gusti musicali influenza anche le vostre produzioni?

D. Sì, penso proprio che si senta anche nelle nostre canzoni, ma diciamo che da un certo punto di vista per noi è quasi una sfida accostar atmosfere  contrastanti (dar una melodia ad un pezzo pesante o integrar parti tranquille con momenti inaspettati e quasi fastidiosi), ovviamente sempre cercando di dare un senso compiuto al tutto!

Avete appena presentato il vostro nuovo album “Sand, Palm and Bubbles”. Ce ne potete parlare?

M. L’idea per Sand, Palms and Bubbles è nata 3 o4 anni fa, non ricordo esattamente. A differenza del nostro precedente lavoro questo ha meno pretese: è più curato nelle atmosfere, meno articolato e soprattutto le canzoni raccontano con una cronologia corretta la storia dell’album.

Il disco racconta la vicenda di un personaggio chiamato Bob e della sua ragazza Anna. Il ragazzo viene catturato dai soldati e portato nel deserto rosso: a contatto con questo deserto Bob diventa lui stesso di sabbia, gli restano solo gli occhi per vedere. Viene rinchiuso in una bolla e viene lasciato vagare in questo scenario desolato a gravità zero. Con lo scorrere delle canzoni vedremo il nostro personaggio sempre alla ricerca di sé stesso fino alla scoperta di una sorgente d’acqua che lo può liberare dalla prigione. Alla fine della vicenda Bob incontra la sua Anna e scopre che è stata lei a condannarlo.

Tante volte nella vita ci perdiamo a vagare in deserti sconfinati, egoisticamente trascuriamo tante cose che la vita ci offre, amici, natura e quant’altro. La ricerca della sorgente è in realtà la continua ricerca della felicità, del comprendere veramente cos’è la vita. A contatto con la sorgente Bob torna allo stato primitivo, è una persona che ricomincia a vivere con nuovi principi. Anna ha ottenuto questo scopo in quanto voleva liberare il suo Bob dalle paure che gli devastavano la mente. Il disco vuole trasmettere speranza, cercare di vedere sempre il lato positivo delle cose.

L’album è fatto a mano, nel senso che facciamo noi le stampe sui dischi e le copertine vengono ritagliate, piegate e incollate da noi. Lo potete trovare ai nostri concerti (il prossimo il 5 giugno all’arcitom) o contattandoci su facebook o myspace( www.myspace.com/geishamn) o mail (magia.geisha@gmail.com).

Che rapporto avete con il vostro territorio?

D. Direi buono. Noi veniamo dalla provincia ma in pochi anni, suonando a a Mantova e in altre città, abbbiamo conosciuto molti gruppi. Ovviamente quelli con cui ci troviamo più spesso sono quelli mantovani!

Personalmente penso che Mantova, pur non essendo una città molto grande, offra una certa qualità musicale. Ho notato che molti dei gruppi che creano pezzi loro si contraddistinguono bene, cercando di eprimere vari generi e sperimentando sempre nuove soluzioni (mi riferisco a gruppi come Attic, Monsieur Gustavo Biscotti, Thunder Bomber, Pig Tails, Pazi Mine, Quarter Past One e molti altri..). Inoltre siamo sempre stimolati dalle collaborazioni  musicali: nell’album potete ascoltar Diego (Pig Tails) in Savana e Cinzia (Bellumore) in Humour, che pur venendo da generi lontani hanno saputo dar un ottimo contributo ai pezzi!

Conoscevate Mogol Bordello prima di questa intervista?

Purtroppo no, ma siamo veramente contenti di veder che persone come voi cerchino di scovare e scavare nella scena underground per parlare di vari gruppi e dar loro la possibilità di descriversi e avere più visibilità.

INFO:  .Geisha. FB, .Geisha. Myspace.

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