MIATRALVIA: viva la spazzatura.

di Valeria Borelli

Ecco qui, cari lettori di Mogol Bordello, l’intervista ai Miatralvia, gruppo emergente della bassa mantovana, per la precisione vivi e vegeti a Pomponesco-Commessaggio. Sono cinque baldi giovani sulla ventina abbondante che magari avete sentito suonare durante il Tour-Spazzatura in mercati contadini, radio (da ultimo l’apparizione live su K rock), Festivaletteratura di Mantova per il secondo anno consecutivo, locali, scuole, teatri, sagre di paese: stiamo parlando di strumenti riciclati e di musicisti altrettanto riciclati ed intercambiabili, dato che durante i live si scambiano gli strumenti ad ogni pezzo. Ed ora passo la parola a Massimo,Nicola,Giovanni,Elia e Fabio.

Palesatevi!

Ciao a tutti, noi siamo i Miatralvia, che in dialetto mantovano significa “non buttarlo via”. Siamo nati nell’aprile 2010 durante un progetto di animazione nelle scuole, in collaborazione con la Cooperativa Lunezia. Da qui l’idea di costruire strumenti musicali con materiale riciclato in un’ottica ecologica.

Parlatemi della vostra filosofia “eco-musicale”. La scelta dei pezzi è ad essa collegata?

Il genere dei MTV: indie-aletto o in-dialetto o indi-a-letto. I pezzi che proponiamo sono tutte cover che spaziano dai Kraftwerk ai Coldplay, da Paolo Conte ai Depeche Mode, dagli AcDc a De Andrè, dai Ramones ai Bluvertigo. In base ai nostri strumenti riproponiamo pezzi celebri in versione riarrangiata con sonorità riciclate, con lo scopo di sensibilizzare le persone alle infinite modalità di riciclo possibili: tutto diventa spazzatura, tutto è riutilizzabile. Diamo dignità alla spazzatura.

Viva la spazzatura. Voglio un’analisi ecosostenibile dei vostri strumenti.

Premettiamo che i nostri strumenti sono tutti costantemente modificabili. Ora, il capostipite è il TUBO: si tratta di due tubi in Pvc per l’edilizia uno dentro l’altro. Sfilando quello di diametro minore e picchiando con una bacchetta su quello di diametro maggiore, la nota prodotta cambia. Il tubofono è invece un altro strumento: si basa sullo stesso principio del tubo, ma è composto di più tubi di lunghezza diversa posti entro una struttura in legno: si suona con un paio di pattìne, o ciabatte, o infradito e si possono produrre accordi, oltre alle note singole. Poi abbiamo la chitarra-scopa, il basso-secchio in latta, la batteria fatta di piatti e bidone come cassa, il mixerino rotto per la psichedelia ed una pianolina vecchia. L’ultima arrivata è la macchina da scrivere: per noi è una drum machine in quanto abbiamo piegato le aste in modo diverso e abbiamo aggiunto barattolini per creare uno strumento a percussione. In cantiere abbiamo la moka-modulabile: ci servirà da prototipo per futuri strumenti a fiato, gli unici che mancano all’appello.

Molti si chiedono se a questo punto avete intenzione di incidere un disco…

I MTV hanno senso live: è uno spettacolo giocato sugli ossimori che nascono dal vedere spazzatura e sentire una produzione di suoni. Inoltre, dove la situazione lo permette, cioè dopo la fascia oraria protetta, assumiamo anche un look-discarica sul palco: indossiamo sacchi neri del rudo.

E quali sono le reazioni più comuni del pubblico, consapevole o non, che vi vede?

Di solito? Sensazione di morte, eccitazione, svenimento, vomito, vista laterale offuscata.

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