FabFive #02

di Fabio Guastalla

C’era un tempo in cui ero una persona terribilmente puntuale. Qualcosa dev’essere cambiato da allora, se mi presento al secondo appuntamento di FabFive con un ritardo così scandaloso. E siccome di tempo ve ne ho già fatto aspettare a sufficienza, partiamo subito con i cinque consigli per voi lettori.

Il posto d’onore va a una band che mi fa letteralmente impazzire. Sono livornesi, sono stati candidati ai David di Donatello per la colonna sonora del film La prima cosa bella di Virzì (loro conterraneo), ma con il loro terzo lavoro in studio, uscito nei giorni scorsi, hanno davvero rimescolato le carte. Addio indie-rock in salsa brit, i Bad Love Experience si sono lasciati cullare dalle inquiete acque del loro personalissimo Pacifico e ne sono usciti bagnati fradici di sperimentazioni, suoni ed echi di ogni tipo, sonorità provenienti da tutt’altre latitudini rispetto alle coordinate albioniche: ukulele, banjo, armonium e molto altro ancora. Il risultato è un disco tanto lungo (14 le canzoni) quanto ispirato. Per capirne un po’ di più, o forse per confonderci ancora meglio, i BLE hanno scelto come singolo Dawn Ode, una canzone destrutturata e arricchita di echi spettrali e suggestioni quasi magiche, una sorta di Razzi Arpia Inferno e Fiamme rivisitata. Non a caso di recente sia i Verdena che i quattro livornesi sono rimasti folgorati da sua maestà Brian Wilson.

Tutto torna, insomma. Si parla troppo poco della musica italiana, soprattutto di quella che vale. E allora io resto ostinatamente nel Belpaese e cambio costa, dal Tirreno all’Adriatico, da Livorno a Solarolo (Ravenna), patria di Laura Pausini (e chissenefrega) e degli Heike Has The Giggles. I quali, sbarcati da un annetto presso i lidi della mantovana Foolica Records, danno alle stampe il loro secondo lp Crowd Surfing. Rispetto al precedente Sh il trio guidato dalla carismatica Emanuela Drei opta per una piccola ma importante svolta melodica e si candida a sbarcare definitivamente anche sul mercato estero. Per un assaggio vi consigliamo la nuova versione di Dear Fear, uscita lo scorso anno come singolo ma qui registrata in una versione che ne risalta l’indiscutibile validità.

Da una rockettara alla diva del momento, il passo può essere breve. Sto ovviamente parlando di Lana del Rey, l’ultima icona della musica ad ambire al ruolo di femme fatale. Non mi sono mai piaciuti i fenomeni di massa, ma in questo caso la giovane Lana dimostra, oltre a una voce a dir poco bella, un talento non indifferente. Per ascoltarla in tutto il suo splendore cercate Video Games, invero uscita lo scorso anno, in anticipo rispetto all’album. Onirica quanto basta, nostalgica come può essere il ritrovare il pupazzo con cui ci si addormentava da bambini, calda senza strafare.

Se, come il sottoscritto, siete cresciuti negli anni novanta (e magari li rimpiangete, musicalmente parlando) non potete non adorare un signore di nome Mark Lanegan. Partito con gli Screaming Trees in pieno periodo grunge, da allora ha dato vita a innumerevoli progetti e collaborazioni, scavalcando generi e schemi prestabiliti con la sua classe e, soprattutto, la sua straordinaria voce roca e profonda. Un genio dei nostri tempi che è tornato nelle scorse settimane con il progetto solista che porta il suo nome e il nuovo album Blues Funeral. Al tradizionale cantautorato folk-blues si aggiunge qui una vena elettronica che segna forse un tentativo da parte di Lanegan di aggiornarsi sulle mappe della musica dei nostri giorni. Inutile dire che anche stavolta l'”uomo nero” sta perfettamente a galla, e se volete passare 3.44 minuti con della buona musica ascoltate The Gravedigger’s Song. Non resterete delusi.

Chiudo il cerchio (e questa seconda puntata) tornando a Livorno, che come avrete ormai capito è il mio luogo d’elezione per quanto riguarda la scena italiana., nonché patria dei miei trichechi preferiti, The Walrus, che dopo un esordio in inglese, con Hanno ucciso un robot passano alla nostra lingua, e lo fanno con la solita classe. Il loro pop-rock si arricchisce di ulteriori colori e i duetti alla voce tra Giorgio Mannucci e Marta Bardi – entrambi impeccabili – aprono nuove finestre sulle speranze riposte nella scena indie italiana. Ormai è primavera, le giornate si allungano, tirate fuori dai cassetti i vostri Ray-Ban, spolverate la Vespa e infilate nell’iPod Così diverso. Sbarazzina, solare, ottimista: concedetevela!

There was a time when I was a person terribly punctual. Something must be changed if I come to the second round of FabFive with a so outrageous delay. And since you have waited long enough, we start immediatly with my musical tips of the month!

The place of honor goes to a band that make me crazy. They come from Livorno and were nominated for the David of Donatello prize for the soundtrack of The First Beautiful Thing by Paolo Virzì . But is with their third record, released in these days, that the cards are really shuffled. Goodbye indie-rock in brit souce, the Bad Love Experience let themselves carried away by the restless water of their very own Pacifico and they come out soaking wet of experiments, sound and echoes of all kinds coming from a completely different latitudes: ukuleles, banjos, harmoniums and much more. The results is an album so long (14 songs) as inspired. To understand a little more, or perhaps to confuse us even better, the BLE have chosen as single Dawn Ode, a destroyed song enriched with ghostly echoes and almost magical suggestions, a sort of revisited Razzi, Arpia Inferno e Fiamme. Is not a coincidence that recently both Verdena and these guys were electrocuted by his majesty Brian Wilson.

Everything come back, in fact. We don’t talk too much about italian music, especially the one that’s worth. So I remain obstinately in Italy but changing the coast: from Tyrrhenian to Adriatic, from Livorno to Solarolo (Ravenna), home of Laura Pausini (and who cares) and of Heike Has The Giggles, which are landed a years ago at the shores of Foolica Records. They give print at their second LP Crowd Surfing; compared to the first (Sh), the trio, led by the charismatic Emanuela Drei, opts for a small but important melodic change that will candidates them definitely to the foreign market. For a taste we raccomended the new version of Dear Fear, released last year as a single but here recorded in a version that show up its undeniable value.

From a rocker to the diva of the moment, the passage can be short. Of course, I’m talking about Lana Del Rey, the latest music icon who can inspire to the role of femme fatale! I never liked the mass phenomenom, but in this case the young Lana shows, in addition to a beautiful voice, a considerable talent. To listen all her glory watch Video Games, indeed released last year, in advance of the album. Dreamy just enough, nostalgic as can be find the doll with which we feel asleep as children, warm without overdoing it.

If, like me, you grew up in 90’s (and maybe regret them, musically speaking) you can not adore a man called Mark Lanegan. Started with the Screaming Trees in full grunge period, he gives birth to innumerable projects and collaborations, overcoming generes and extablished patterns with his class and, above all, with his extraordinary hoarse and deep voice! A genius of our times that has returned in the past few weeks with a solo project that bears his name, and his new album Blues Funeral. To the traditional folk-blues songwriting here adds an electronic vein that marks perhaps an attempt by Lenegan to update him on the maps of today music. Needless to say that another time the “black man” is perfectly afloat, and if you want to spend 3:44 minutes of good music listen to The Gravedigger’s Song.

I close the circle (and this second episode) returning to Livorno, which you have realized is my favourite place with regard to Italian scene. Is also home of my favourites walruses, The Walrus (in fact), who after an English debut with “Hanno ucciso un robot” go to our language with their usual class. Their pop-rock is enriched with more color and the vocal duets between Giorgio Mannucci and Marta Bardi -both impeccable- open new windows on the hopes placed in the italian indie scene.

Now it’s spring time, the days get longer, pull out from the drawers your Ray-Ban, dusted the Vespa and strung into your iPod Così diverso . Cheeky, cheerful, optimistic!

01. Bad Love Experience, 02. Heike as the Giggles, 03. Lana Del Rey, 04.Mark Lanegan, 05. The Walrus.

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