Valentina Cugusi

di Chiara Berton

Valentina Cugusi. Classe 1986. Da Modena a Liège, Meru, Roma, Parigi e Bruxelles. Questi sono gli spostamenti degli ultimi cinque anni di questa fotoreporter in erba con la quale ci avevano vivamente consigliato di fare due chiacchiere. E infatti le abbiamo fatte!

Ciao! Presentati ai nostri lettori: chi sei e cosa fai?

Ciao a tutti! Sono Valentina, ho ventisei anni e sono una studentessa a tempo pieno e aspirante fotografa documentarista / fotogiornalista.

Dove ti trovi in questo momento?

Attualmente vivo Bruxelles, ma è una situazione temporanea. Sto infatti ultimando un tirocinio formativo per poter convalidare il mio primo anno di specialistica in Azione Umanitaria Internazionale. Dall’estate scorsa vivo infatti a Parigi, in un piccolo appartamento a due passi da Montmartre!

Stai  facendo un master veramente tosto: ci puoi spiegare brevemente di cosa si tratta?

Certo! Finita la laurea triennale a Bologna mi sono trovata ad un bivio. Proseguire la “carriera accademica” in Relazioni Internazionali o seguire la mia vocazione e passione per la fotografia. In questo il supporto della mia famiglia e dei miei amici più cari è stato fondamentale. Ho così iniziato a cercare un corso di fotografia che potesse coniugare la mia passione per i temi sociali con l’immagine. La mia scelta é ricaduta sull’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata (ISFCI). Prima di allora non avevo mai messo piede a Roma (e può sembrare paradossale dopo aver girato mezza Europa e aver toccato il continente africano e quello americano)! Ho così presentato il mio portfolio al coordinatore del master di fotogiornalismo, Dario Coletti, e dopo un colloquio conoscitivo a Roma, sono stata selezionata!
Il master ha una durata di setto/otto mesi circa (escluso il periodo estivo) nel quale ci sono lezioni con Coletti e con la photoeditor Manuela Fugenzi. A queste lezioni si aggiungono i seminari (quindicinali) e i workshop mensili con professionisti del settore (photoeditors di testate giornalistiche, giornalisti, fotografi di agenzie fotografiche, agenzie di stampa e freelance, etc.). Durante tutta la durata del corso è richiesto agli allievi di produrre materiale e di preparare un progetto finale su un tema comune concordato.

Ricordi il periodo in cui hai iniziato ad avvicinarti alla fotografia?

Assolutamente sì! Mi trovavo in Belgio nel 2007, durante il mio Erasmus. La mia passione per la fotografia è relativamente giovane ma totalmente travolgente. Dal momento in cui ho preso in mano la macchina fotografica non l’ho più lasciata. E per anni ho passato ogni giorno a cercare di migliorare la tecnica e allenare l’occhio con i pochi e carenti mezzi a disposizione (sia per gli spazi sia per i soggetti).

Quali sono i modelli a cui ti ispiri e perché?

La mia libreria di libri fotografici aumenta ogni giorno di più e prediligo principalmente i classici come Robert Frank, Josef Koudelka, Walter Rosenblum, Lewis Hine, Dorothea Lange (solo per citarne alcuni). Esistono comunque tantissimi fotografi più contemporanei che apprezzo molto tra cui Alex Webb, Yuri Kozyrev, Vanessa Winship, Claudine Doury, James Mollison e fotografi nostrani come Davide Monteleone, Carlo Gianferro, Martina Bacigalupo e Daniele Tamagni.

Hai qualche progetto in cantiere o qualcuno già avviato di cui vorresti parlarci?

Ho diversi progetti che vorrei realizzare da qui ai prossimi mesi e anni (in Italia e all’estero). Ora ho preso una breve pausa dalla fotografia perché gli studi universitari stanno occupando totalmente le mie giornate. Realizzare un reportage richiede dedizione completa in termini di tempo e di “spirito”. Diciamo che sto rimandando tutto al prossimo anno!

C’è qualche altra cosa che ti appassiona così tanto?

La lettura, il cinema e i viaggi sono le mie principali passioni. Credo di averle ereditate da mio padre e da mia sorella maggiore che sono appassionati lettori, cinefili e assidui viaggiatori (chi in giovane età e chi tutt’ora!)

Se ce ne fosse una quale sarebbe la colonna sonora della tua vita in questo periodo (ovvero quali sono stati i tuoi ascolti degli ultimi mesi)?

La colonna sonora di Drive la trovo assolutamente geniale! Di recente ho poi scoperto artisti molto bravi, principalmente folk rock: Laura Marling, Beirut, Mumford & Sons, Noah and the Whale, the Decemberists, Elvis Perkins, Daughter e Keaton Henson.

Cosa consiglieresti ai ragazzi che vorrebbero intraprendere la tua stessa strada?

Nonostante la carriera del fotografo sia dura (quella del fotogiornalista in particolare), se avete una volontà profonda di conoscere le persone, entrare in contatto con loro e il desiderio di raccontare il mondo attraverso i vostri occhi con uno sguardo critico, allora non demordete. I sogni aiutano a vivere e non bisogna mai smettere di provare a realizzarli!

www.valentinacugusi.com

Valentina Cugusi. Class 1986. From Modena to Liège, Meru, Rome, Paris and Brussels. These are the movements of the last five years of this budding photographer with whom we were strongly advised to have a chat. And in fact we made it!

Hi! Who are you and what do you do?

Hi everybody! I am Valentina, I’m 26 years old and I’m a full time student and aspiring documentary photographer/photojournalist.

Where are you now?

I currently live in Brussels, but is a temporary situation. In fact I’m completing a formative training in order to validate the first year of my degree in International Humanitarian Action. Since last summer I live in Paris, in a small apartment a few steps from Montmartre.

Your master is really hard: can you explain us something?

Sure! Finished my bachelor’s degree in Bologna I found myself in a crossroad: continue the “accademic career” in International Relations or follow my vocation and passion for photography. In this choice the support of my family and closest friends was essential. I started looking for a photography course that could combine my interesting for social issues with image. My choice is relapse on ISFCI (Istitution of Photography and Integrated Communication); I had never been in Rome before that (and may seem paradoxical because I turned half Europe and touched african and american continent)! So, I introduced my portfolio to the coordinator of the master of photojournalism, Dario Coletti, and after a short interview I was selected! The course lasts for 7/8 months (excluding summer) in which there are lessons with Coletti and the photo-editor Manuela Fugenzi. There are also seminars (biweekly) and monthly workshops with professionals (photo-editors of newspapers, journalists, photographers from photo agencies, news agencies and freelances). During the course is asked to produce material and prepare a final plan on a common theme.

Do you remember when you started to get closer to photography?

In 2007, I was in Belgium for my Erasmus. My passion is relatively young but totally overwhelming: from the moment I picked up the camera I never left it. And for years I spent every day trying to improve my technique and train the eye with the few and inadequate resources avaiable (both for spaces and subjects).

Who are the models that inspire you?

My library of photographic books increase every day and I mostly prefer the classics such as Robert Frank, Josef Koudelka, Walter Rosenblum, Lewis Hine, Dorothea Lange (just to name a few). However, there are many contemporary photographers that I appreciate: Alex Webb, Yuri Kozyrev, Vanessa Winship, Claudine Doury, James Mollison, and italian photographers like Davide Monteleone, Carlo Gianferro, Martina Bacigalupo and Daniele Tamagni

Are you involved in any project right now?

I have many project that I want to make over the coming months and years (both in Italy and abroad). Now I took a short break from photography because university studies occupied completely my days. Making a reportage requires complete dedication, both in terms of time and spirit. Let’s say that I’m sanding everything to next year.

Is there anything else you’re passionate about?

Reading, cinema and travels are my main passions. I think I inherited them from my father and my older sister who are passionate readers, cinephiles and frequent travelers.

If there was one,which would be the soundtrack of your life in this period (or what are your last listenings)?

The soundtrack of Drive: I find it absolutely brilliant! Recently I discovered very good artists, mainly folk rock: Laura Marling, Beirut, Mumford & Sons, Noah and the Whale, the Decemberists, Elvis Perkins, Daughter and Keaton Henson.

What would you suggest to the young people who want to take your own road?

Although the career of the photographer is hard (photojournalist in particular), if you have a deep desire to know people, get in touch with them and the desire to narrate the world through your eyes with a critical view, not give up. Dreams help us to live and we must never stop trying to realize them!

www.valentinacugusi.com

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2 thoughts on “Valentina Cugusi

  1. […] Aurora FotografiMogol Bordello  […]

  2. keaberton ha detto:

    L’ha ribloggato su KEA.

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