Rubricale di luglio

La gente della Bassa non si prende abbastanza bene. Mai. In generale. Cultura stupida, conformista, repressiva; obbligo di inseguire la musica di plastica, l’impiego di plastica, la moda. Di plastica. Quanto è bello Andy Warhol, i locali che dopo vent’anni rischiano con gli Enter Shikari, ci sono un sacco di motivi per evitare di partecipare ad ogni festa della birra.

Due settimane fa per esempio è andata in scena un’altra puntata della saga Original Different Festival, passata inosservata dalla maggior parte della popolazione (come è giusto che fosse) ma seguita dai soliti quattro gatti dotati di buon udito e senso civico. La cosa che mi è sempre piaciuta – e non lo dico perché MB vi partecipa fin dal primo giorno – è la continua evoluzione di questo festival tutto sommato abbastanza anomalo: avviene quando capita (estate, autunno, inverno con un metro di neve), dove capita (quindi non stupitevi, la prossima location potrebbe anche essere la scorza di una chiesa sconsacrata) e con chi capita. Unico filo conduttore è la Bassa. Nelle varie edizioni diversi giovani artisti provenienti dalle province di Reggio Emilia, Mantova e Cremona sono passati da ODF: Welcome Back Sailors, Nerd Flanders, Maybeats, S.Boyz, Electrorfeo, Paul L’Aroid, Bag Head, i ballerini di MUVS, i visual Lumière Brothers, la Signora K e un fottio di fotografi, tra i quali Giulia Rizzini e Luca Righi dello studio fotografico Kartu, Paris Koumiotis, Ilaria Marchione, Fabio Cavazzoni, Silvia CremaGloria Vezzani e Bruna Negro. È un evento che ha sempre richiamato i creativi di spirito, e la collaborazione e cortesia che ognuno dei sopracitati ci ha messo, partecipando senza compenso proprio per mantenere la natura gratuita dell’avvenimento, deve essere uno spunto per le grosse balere e i grossi papponi delle nostre parti. Arte a chilometro zero; la Bassa ha del potenziale, non è una novità! I più svegli se ne sono già accorti, gli altri si stanno solo facendo mangiare da vecchi squali. Guardatevi intorno, probabilmente anche nel vostro buco di campagna (o in quello vicino) qualcosa si sta muovendo, magari potreste essere proprio voi a dare il primo spintone. Non preoccupatevi, tanto la prima sensazione sarà sempre quella del Don Quijote contro i mulini a vento, con tutti quelli che sbandierano i soliti cliché tipo: “largo ai giovani!” e che sono i primi a non scansarsi e con tutta la “gente giusta” che non parteciperà alle vostre iniziative perché non sono “abbastanza giuste”. Fanculo, sfruttate ciò che più vi diverte e fatelo nel migliore dei modi. Ho imparato soprattutto questo dall’esperienza ODF. E in questi anni, da quando ho iniziato a scrivere raccontando di persone (con gusti e modi di vivere completamente differenti) dotate di un estro fuori norma, l’immagine che  mi tornava in mente ogni volta raffigurava uno spezzone della serie dei miei diciotto/nove anni (sì, dai; quella che ha anche contribuito a gonfiare ego e fama di Foals, Crystal Castles, You Love Her Coz She’s Dead, e altri) che fa più o meno così:

Naomi: «It all means so much to you, doesn’t it? Life…you just live a bit harder than everyone else does. You splash about, you wallow in it like you can’t lose a moment».

Cook: «Yeah, I’m well hard. The thing is, Naomi, you splash about, other people get wet. I don’t give a fuck or anything, it’s just…you get a bit…you know. Fuck’s sake! I’m never going to get to bone you, am I?»

FOREVER AND EVER AMEN.

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...