Elisa Boldori e Vanitas’ Market

di Chiara Berton

In occasione della sessione autunnale di Vanitas’ Market (il 13 e il 14 ottobre a Cremona e a Iseo ogni prima domenica del mese), ormai un cult tra gli appassionati del vintage, abbiamo intervistato Elisa Boldori, stilista, blogger, personal shopper e mamma di V’M (e anche di una piccola bimba).

Come, quando e perché nasce Vanitasʼ Market?

Vanitasʼ Market nasce come proseguimento di Vintage Vanitas, mostra-mercato del vintage che si è svolta per tre edizioni a partire dal maggio 2008 a Palazzo Cattaneo, a Cremona. Con lʼaggravarsi della situazione economica generale si è poi pensato di rivoluzionare la fiera trasformandola in uno street market nel quale avessero posto anche le autoproduzioni di designer emergenti e dove fosse forte il concetto di ecocompatibilità e riciclo nella moda e nel design.

Oltre a dar la possibilità a giovani medio-piccoli produttori artigianali avete in questi anni collaborato anche con diversi artisti e musicisti: quali sono quelle che ti hanno maggiormente colpito?

Vanitasʼ Market è un progetto low budget che si basa, per gli eventi collaterali, su sponsorizzazioni e collaborazioni. Gli eventi musicali di tutte le edizioni del Vanitas’ sono state sostenute dal Centro Musica di Cremona e, nelle prime tre edizioni, anche dal brand di italian streetwear Monoty. Il progetto musicale sul quale scommetterei è quello dei Loud Vice (loudvice.com) , un duo cremonese electro rock con basso, voce e base che vanta uan presenza sul palco davvero forte,

Parliamo ora un poʼ di te: nel campo della moda hai un curriculum di tutto rispetto, creativamente parlando. Ti sei fermata o stai continuando a produrre per conto tuo?

Ehhh sì, ho avuto delle belle esperienze. Sopratutto quella in Diesel e 55DSL ha davvero cambiato il mio modo di pensare e la mia estetica in maniera irreversibile. Ma il mondo della moda non faceva per me: orari impossibili e la necessità morale di dover espiare le sofferenze patite da chi era sopra di te. Prima o poi non escludo di ricominciare a creare per mio conto, magari una linea di accessori…vedremo! Per adesso, amo il mio lavoro, anche se sono unʼautodidatta, ho imparato molto in questi ultimi anni, e il mondo della comunicazione e dellʼorganizzazione di eventi mi affascina parecchio.

Qualʼè il capo di cui vai più fiera da buona collezionista di vintage?

Un bustier di Jean Paul Gautier con etichetta di campionario pagato 5€ in un banco dellʼusato al mercato. Ho trovato una foto in cui Madonna ne indossa uno uguale…magari è quello, chi lo sa?

Sappiamo anche che ti interessi di scrittura e vorresti un giorno aprire una free press: hai qualche modello editoriale di riferimento?

Ci sono tante cose che vorrei fare, il problema è sempre il tempo e trovare i giusti collaboratori. Il mio sogno è di creare un freepress supercheap o una webzine. Il modello di riferimento sarebbero quei giornaletti gay e queer che si trovano a Berlino e le vecchie fanzine punk, stampati su carta poverissima in bianco e nero…ma non voglio svelare troppo!

Noi siamo ossessionati dalla musica e quindi questa domanda non può mancare: cosa stai ascoltando in questo periodo e quali sono i tuoi artisti preferiti di sempre?

Adesso sto ascoltando a ripetizione il carillon attaccato alla culla di mia figlia. Però sono molto legata affettivamente alla musica della seconda metà degli anni Novanta: Massive Attack, Prodigy, Tricky, britpop, triphop, elettronica, ecc. Poi amo il rock anni Settanta di Bowie, Lou Reed, Rolling Stones e il rock’n’roll classico degli ani Cinquanta. Se voglio ballare, però, solo electro rock!

Mogol Bordello si occupa della Bassa, ma con Cremona facciamo sempre un poʼ fatica, tu che rapporto hai con la tua città?

Amore e insofferenza! Ho vissuto diversi anni a Milano, Bassano del Grappa e Como, e questo mi ha permesso di soddisfare un poʼ di vizi e di permettermi qualche sfizio, quindi non ho lʼurgenza di dover fare cose, e riesco ad apprezzare la vivibilità di Cremona e la possibilità di avere intorno le persone che amo e di godermi una vita più slow. Però è davvero difficile lavorarci e fare in modo che i propri sforzi vengano riconosciuti, se non ti occupi di salame o violini. Ma sono fiduciosa! Spero che tutta la nuova generazione di giovani creativi e capaci non sia costretta a emigrare!

vanitasonline.com

For the autumn session of Vanitas’ Market (on 13th and 14th October in Cremona and in Iseo every first Sunday of each month), now a cult among fans of vintage, we interviewed Elisa Boldori, designer, blogger, personal shopper and mother of V ‘M (and also of a little girl).

How, when and why Vanitasʼ Market was born?

Vanitasʼ Market was born as continuation of Vintage Vanitas, an exhibition market of vintage that took place for three editions from May 2008 at Palazzo Cattaneo, in Cremona. When the general economic situation has worsened we thought to revolutionize the fair turning it into a street market in which also the upcoming designers can have space with their own auto-productions and where the notions of eco compatibility and recycling are strong.

Besides giving opportunity to young medium-small artisans, you have also collaborated with various musicians and artists: which one have you attracted most?

Vanitasʼ Market is a low budget project which is based, for collateral events, on sponsor- and partnership. The musical events of all edition of VʼM were supported by Cremona’s Center of Music and, for the first edition, also by the italian streetwear brand, Monoty. The musical project on which I’d bet is Loud Vice (loudvice.com), an electro-rock duo from Cremona that boasts a wild presence on stage, really cool.

Now letʼs talk a bit about yourself: in the fashion industry you have a creative curriculum of all respect. Did you stop or youʼre continuing to produce on your own?

Ooooh, yes. Iʼve had good experiences, above all in Diesel and 55DSL that changed my way of thinking irreversibly. But the fashion world was not for me: impossible times and the moral necessity of atone the suffering endured by those who were above. I donʼt exclude to start to create on my own, soon or later; maybe a line of accessories…weʼll see! For now, I love my job, even if I am a self-taught I learned a lot in recent years, and the world of communication and event-organization fascinates me a lot.

What is the piece of clothing of which you are most proud of as a good collector of vintage?

A sample labeled bustier of Jean Paul Gautier paid 5€ in a second hand market. I found a photo of Madonna where she wears one just like it…maybe it was the same, who knows?

We also know that youʼre interested in writing and would like open a free press: have you any editorial model reference?

There are so many things I want to do, the problem is always the time and find the right employees. My dream is to create a supercheap press or a webzine. The reference model would be those gay and queer magazines who you can find in Berlin and the old punk fanzine, printed on poor black and white paper…but I do not want to reveal too much!

Weʼre obsessed by music, so this question canʼt miss: what are you listening to at the moment and what are your favorite artists of all time?

Now I’m listening the carillon of my daughter’s cradle, but I am emotionally attached to the music of the first half of the 90s: Massive Attack, Prodigy, Tricky, britpop, trip hop, electronics, etc. Then I love the rock of 70s: Bowie, Lou Reed, The Rolling Stones, and then the classic rock’n’roll of the 50s. If I want to dance, however, only electro rock!

Mogol Bordello takes care of La Bassa, but with Cremona we are always in trouble! What kind of relationship have you with your city?

Love and intolerance. I lived several years in Milan, Como and Bassano Del Grappa, and this allowed me to satisfy some vices and whims so I don’t have the urgency of having to do, and I can appreciate the liveability of Cremona having around the people I love and enjoying life more slowly. However, if you don’t deal of salami or violins, it’s really hard work and make sure that your efforts are recognized. But I’m confident! I hope that the whole new generation of young creatives and able-guys doesn’t have to emigrate!

vanitasonline.com

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2 thoughts on “Elisa Boldori e Vanitas’ Market

  1. […] in Galleria XXV aprile e quest’anno non volevamo perdercelo! Il piccolo mercato creato da Elisa Boldori ospita artigiani che lavorano con materiali riciclati o che costruiscono prodotti unici fatti a […]

  2. keaberton ha detto:

    L’ha ribloggato su KEA.

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