KARTU

di Chiara Berton

Giulia Rizzini e Luca Righi sono i giovani fondatori di Kartu, studio fotografico sito in Mantova (via Trieste, 36). Hanno partecipato con una loro esposizione all’edizione del luglio scorso di Original Different Festival e per chi se li fosse persi allora ecco qui una breve intervista per conoscerli meglio!

Perché avete intrapreso la via della fotografia e come si sono incrociati i vostri sentieri?

All’inizio la fotografia era una grande passione, e come tutte le passioni più grandi di un passatempo è finita col diventare un chiodo fisso e una speranza per il futuro, un progetto di vita per entrambi.

Giulia: mi sono avvicinata alla fotografia all’università, sperimentando molto e scegliendola poi come materia di specializzazione.

Luca: io invece ne sonovenuto a contatto attraverso il mondo dei concerti. Vedevo spesso gente con la macchina fotografica tra la folla e incuriosendosi sempre più all’argomento sono diventato parte della schiera dei fotografi della notte.

I nostri sentieri si sono incrociati nel 2007 a Urbino, dove entrambi vivevamo per studiare e grazie all’infinito tempo della vita universitaria abbiamo potuto divertirci sperimentando molto, condividendo le reciproche conoscenze e lavorando a diversi progetti. Da subito abbiamo pensato di aprire il nostro studio ma ci sono voluti quasi cinque anni per compiere questo passo.

Quali sono i maestri che hanno segnato maggiormente la vostra idea di fotografia?

G: I fotografi che hanno cambiato il mio modo di osservare il mondo sono senza dubbio Nan Goldin e Wolfgang Tillmans. Le loro immagini sono sincere, brutali e al tempo stesso incredibilmente intime e poetiche. Chi invece mi ha insegnato a fotografare sono i miei maestri veri: Mario Cresci, Silvano Bacciardi ed Emilio Tini.

L: oltre quelli già citati da Giulia non posso non nominare Alberto Garcia Alix (mi ha sempre colpito la sua crudezza). In generale adoro quei fotografi che prima di uno scatto mettono il vissuto. Oltre ad Alix ci sono poi anche Trent Parke, Ed Templeton, Glen E. Friedman e Bob Gruen. Ma ce ne sono talmente tanti che la lista sarebbe infinita!

Nella collezione esposta durante Original Different Festival eravate raffigurati voi, un po’ di interni e un po’ di esterni, ma quali sono i soggetti che preferite catturare? 

Il progetto che abbiamo esposto all’ Original Different Fest è un work in progress: ancora non sappiamo quali e quante di quelle immagini sopravviveranno alla selezione finale; questo per dire che è molto relativo il cosa fotografiamo, è più che altro il come che conta. Ci piacciono oggetti, persone e architetture vere, che trasmettano qualcosa a noi nel momento in cui le vediamo e viviamo e che cerchiamo di tradurre in un’immagine pulita e senza fronzoli o esagerazioni.

Quali sono gli specifici attrezzi del mestiere che mai e poi mai dimentichereste a casa prima di uscire?

Abbiamo un armadietto pieno di macchine vecchie e mezze rotte trovate ai mercatini: Lomo varie, Polaroid, digitali compatte, biottiche, baracconi russi ecc.: tutte queste creature hanno avuto il loro momento di gloria e non ce ne possiamo separare! Quando lavoriamo usiamo delle 35 mm Canon, la nostra Macchina è la 5D mark II che abbiamo preso perché ci occupiamo anche di video.

G: la mia macchina del cuore è una Mamiya RZ 67 con la quale lavoro ai progetti artistici, che però pesando completa di valigia e obiettivi una decina di kg lascio volentieri a casa!

L: io cambio macchina spesso; per i progetti uso macchine a telemetro, in particolare una Voigtlander,  da tenere sempre con me invece una Olympus compatta.

Alcuni giovani fotografi italiani all’estero, giustificando la loro fuga, sostengo che in Italia non ci sia una scena sanamente competitiva per via del boom di fotografi DIY, voi cosa ne pensate? Conoscete qualche giovine nome degno di nota, oltre voi, ancora stanziato qui?

Negli ultimi anni è sicuramente cambiata l’accessibilità al mezzo fotografico, è più semplice avere macchine che creano file di buona qualità, il che però non corrisponde esattamente all’avere immagini di buona qualità! La qualità manca in buona parte in quelli che voi chiamate fotografi DIY, ma anche in molti fotografi che hanno cavalcato l’era dorata degli anni Ottanta e hanno venduto per anni a prezzi folli servizi scadenti e poco interessanti. Se questa situazione di crisi può portare qualcosa di buono è proprio il creare uno spartiacque tra chi è bravo e chi no, tra chi offre un servizio degno o meno. Lasciamo perdere il fatto classico italiano dove il fratello del cugino dello zio svolgono una mansione per la quale non sono preparati; è un problema di mentalità generale, non è solamente legato alla fotografia, e uno dei modi per far sì che questa cosa cambi è proporre un’alternativa. Anche noi di Kartu ogni mattina ci alziamo ci chiediamo se non sarebbe meglio essersi svegliati a Berlino o a New York, ma adesso stiamo provando a fare la differenza qui, in Italia, cercando di proporre un lavoro ben fatto dal punto di vista tecnico e fresco da punto di vista creativo. Detto come va detto, se ti fai intimorire da un ragazzetto che si fa due autoscatti da caricare su facebook non hai ben presente quale sia in realtà il vero significato di fotografia professionale!

Di giovani degni di nota qui non ne conosciamo molti, sono tutti espatriati!

Quasi tutte le opere d’arte più famose hanno avuto una colonna sonora di sottofondo: quali sono stati i vostri ascolti degli ultimi mesi?

Il nostro stereo al momento sta suonando i Mumford&Sons. Altri ascolti recenti sono stati Bon Iver, Tune Yards, Japandroids, Civil Civic e Pearl and the beard.

C’è qualche nuovo progetto dietro l’angolo per Kartu?

Sì! Sta per uscire a breve il video realizzato per Upcoming poets dei Three In One Gentleman Suit e ci sono in cantiere altri video, tra cui uno per l’uscita del disco di Luca, che quando suona si chiama Threelakes.

Ultima domanda: se aveste la possibilità, chi vi piacerebbe fotografare?

Due personaggi che ci intrigano per molti motivi sono Bob Dylan e Nick Cave.

kartuphoto.com

Giulia Rizzini and Luca Righi are the young founders of Kartu, a photographic studio located in Mantua (via Trieste, 36). They participated with an exposure to the July edition of Original Different Festival and for who had lost them here is a short  interview to get to know them better!

Luca and Giulia, why you’ve chosen the way of photography and how your ways have crossed?

At the beginning photography was just a great passion and like all passions bigger than a hobbies ended up becoming an obsession and a hope for the future, a plan for life. Giulia approached the photography during the University, where she experimented a lot, and then chose to make photography her area of specialization. Luca instead came in contact with it through the world of concerts: he often saw people with a camera in the crowd and with curiosity he became part of that group of night’s photographers.

Which masters have marked more your idea of photography?

G: The photographers who have changed my way of seeing the world are without any doubt Nan Goldin and Wolfgang Tillmans. Their images are genuine, brutal and at the same time incredibly intimate and poetic. Who taught me how to shoot are my “real” teachers: Mario Cresci, Silvano Bacciardi and Emilio Tini.

L: In addition to those already mentioned by Giulia I can’t appoint Alberto Garcia Alix, in general I love the photographers who put the experience before a shot. There are also Trent Parke, Ed Templeton, Glen E. Friedman and Bob Gruen. But the list is endless!

In the collection exhibited during Original Different Festival were captured various images: a little of you, a little of interiors and a bit of outdoors. But which are the subjects you pfrefet? There is a specific criterion with which you choose what capture?

The project exposed at ODFest is a work in progress: we don’t know which and how many of those images will survive to the final selection; is very relative what we photograph, is more important how we do it. We like objects, people and true architecture that transmit something to us when we see or we live them. We try to translate all in a more clean image, without frills or exaggerations.

What are the tools of the trade that you never forget at home before going out?

We’ve a closet full of old and broken cameras find in some markets: various Lomo, Polaroid, digital compacts, biopticals, Russian hovels. All these creatures had their moments of glory and we can’t separate from them! We work with some 35 mm Canon, but Our Camera is absolutely the 5D Mark II, because we also turn videos.

G: The camera of my heart is a Mamiya RZ67 with I work on art projects, but I leave it at home because with its suitcase weighs too much!

L: I often change the cameras. For the projects I use rangefinder cameras, a Voigtlander in particular. Now I use a compact Olympus everyday.

Some young Italian photographers abroad, justifying their escape, argue that in Italy there isn’t an competitive healty scene because of the boom of DIY photographers, what do you think? Do you know any young notable name that still located here?

In the last years the accessibility of the photographic medium is certainly changed: it’s easier to have a camera that creates files of good quality, but it doesn’t correspond exactly to have good quality images! The quality missing in all those you call DIY photographers, but also in many photographers which have ridden the golden era of the 80s and who have sold at insane prices poor and uninteresting services for years. If this crisis can bring something good is a divide between who is good and who is not. Forget the classical Italian fact where is ordinary that the brother of the cousin of the uncle performs a job for which he’s not prepared: it’s a general problem of mentality, not only related to the photography, and one way to escape from this status is to propose an alternative. We wake up every morning thinking it would be better wake up in Berlin or in New York City, but we trying to make a difference here. Trying to offer a well done service from a technical point of view and fresh in terms of creativity. Told how it must be said, if you’ve fear of a kid who makes two self-portraits to upload on facebook, you’ve no idea of what is the true meaning of professional photography. Of young notable we don’t know many, are all expat!

Almost all the most popular artworks had a background soundtrack: what were your listening of the last months?

Our stereo is currently playing Mumford & Sons. Other recent plays were Bon Iver, Tune Yards, Japandroids, Civil Civic and Pearl And The Beard.

There is any new project for the future of Kartu?

Yes! Is coming out the video realized for Upcoming poets of the band Three In One Gentleman Suit, and there are more videos on site, including one for the release album of Luca, which is called Threelakes on stage.

Final question:if you could who would you like to photograph?

Two characters that intrigue us for many reasons are Bob Dylan and Nick Cave.

kartuphoto.com

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One thought on “KARTU

  1. keaberton ha detto:

    L’ha ribloggato su KEA.

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