Archivio mensile:novembre 2012

Paris Koumiotis

di Chiara Berton

Paris, Parigi, Paride. Come preferite voi. Greco di nascita, italiano di fatto. I meglio lo conosceranno per essere la metà dei Nerd Flanders, in pochi per essere un fotografo. Eppure fa anche questo. E siccome oggi è il suo compleanno pubblichiamo questa intervista per fargli i nostri personali auguri.

Paris, noi di MB ti conosciamo come componente dei Nerd Flanders (http://soundcloud.com/nrdflanders), a cosa è dovuto questo svincolo fotografico?

Ah ah…in effetti c’eravamo già annusati un po’ di tempo fa per un altro ruolo! In realtà ho fatto proseguire le mie due passioni di pari passo per qualche anno, ma momentaneamente ho posato un attimo la macchina fotografica sul comodino per dedicarmi esclusivamente alla musica. Sottolineo il “momentaneamente”, perché la fotografia è una passione nata sei anni fa a Londra, un’esperienza di vita che mi ha trasmesso enormi stimoli.

Quali sono i fotografi che più ammiri?

Ci sono diversi fotografi che ammiro, dai più famosi Michael Kenna ed Helmut Newton ai meno famosi Martin Stranka ed Eduardo Gil. Diciamo che più che per dei fotografi ho delle preferenze per alcuni generi fotografici, come il reportage di strada e la fotografia concettuale, generi che riescono sempre a stupirmi e interessarmi.

Purtroppo all’ODFest erano esposte due sole opere della tua collezione, quindi non siamo riusciti a prendere piena visione del tuo tocco. Illuminaci un po’: come definiresti il tuo stile? C’è un determinato criterio in base al quale scegli cosa o chi fotografare?

In effetti è stata una esposizione un po’ zoppa, mancavano altri due pezzi dello stesso progetto! Il mio stile comunque lo definirei concettuale, solitamente progetto molto accuratamente la mia fotografia: ogni tanto mi capitano delle “intuizioni” durante la giornata o di notte grazie alle quali poi riesco a far nascere organicamente un vero e proprio progetto che poi elaboro in un unico filo conduttore, mi appunto ogni cosa fino a quando non mi ritrovo con un sufficiente numero di fotografie da realizzare e da selezionare. Le persone, intese come soggetti, solitamente hanno un ruolo importante nelle mie fotografie, e devono avere la capacità di interpretare la fotografia nella stesso modo che ha già preso chiaramente forma nella mia testa.

Quali sono gli specifici attrezzi del mestiere che mai e poi mai dimenticheresti a casa prima di uscire?

Solitamente ho la necessità di fare un inventario e procurarmi una tale quantità di roba per i servizi fotografici che faccio fatica a fare stare tutto in macchina! La parte più difficile è quella di non scordarsi niente, e per questo spesso l’inventario che faccio non mi basta!

C’è qualche giovane fotografo molto talentuoso e semi-sconosciuto che segui e che stimi parecchio?

La mia amica Silvia Costi, con la quale recentemente ho condiviso un’ esposizione collettiva e con cui collaboro tutt’ora. Oltre ad avere un talento innato e una professionalità di alto livello, trasmette una passione che raramente si riesce a percepire nei fotografi che ho avuto modo di conoscere.

Quando fotografi hai una colonna sonora (anche mentale)?

Fotografando quasi esclusivamente in esterni e trovandomi spesso nella confusione e frenesia più totale, devo tristemente ammettere che stranamente la musica non riesce a prendere spazio nel set fotografico.

Qualche nuovo progetto fotografico dietro l’angolo?

Attualmente non ho nuovi progetti in programma, ma ho pronta una serie di circa venti fotografie sul tema cibo/persone (che mi affascina sempre) a cui ho lavorato per parecchi mesi e che hanno solo bisogno di essere stampate ed esposte.

 Se avessi la possibilità, chi ti piacerebbe fotografare?

Più che una persona avrei grande piacere a fotografare un corpo di ballo che possa interpretare con grande capacità delle scenografie a cui ho pensato per un progetto…

pariskoumiotisph.it

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