Maggio 2013: Vanitas’ Market

di Chiara Berton

vanitas

Sabato mattina ci siamo svegliati prima del solito: alle 10 si apriva la settima edizione di Vanitas’ Market a Cremona in Galleria XXV aprile e quest’anno non volevamo perdercelo! Il piccolo mercato creato da Elisa Boldori ospita artigiani che lavorano con materiali riciclati o che costruiscono prodotti unici fatti a mano. Abbiamo fatto un giro e ci siamo fermati a chiacchierare con i partecipanti, qui sotto le foto e i biglietti da visita di alcuni di loro!

Last saturday we woke up earlier than usual: at 10 the seventh edition of Vanitas’ Market (Cremona, Galleria XXV aprile) started and we couldn’t miss it! The small market created by Elisa Boldori gives space to artisans who work with recycled materials or that build unique handmade pieces. We walked around and chatted with artisans, below photos and business cards of a few of them!

Il primo incontro è con i ragazzi di ARYA: ARchitects Young Association, collettivo indipendente di giovani architetti cremonesi con uno stand giallissimo e costruito quasi interamente con materiali di recupero. L’associazione, fondata alla fine del 2012, si impegna nella creazione di spazi pubblici ponendo un forte accento sull’idea di un urban design ecosostenibile, fatto per esempio di pallets, cartone e moltissimo verde.

First meeting with the guys from ARYA: ARchitects Young Association, an indipendent group of  young architects from Cremona with a very yellow stand, built almost entirely with recycled materials. The association, founded at the end of 2012, is engages in the creation of public spaces placing a strong emphasis on the idea of a sustainable urban design made of pallets, cardboard and a lot of green.

ARYA

Altri giovani sempre da Cremona: Paolo e Simone di Custom Barrel. Barili personalizzati, infatti. I ragazzi di C.B. ridanno nuova vita a vecchi barili d’olio trasformandoli in arredo per la casa: poltrone, pouf, tavolini, specchi e addirittura tavoli da calcio balilla. Trovate il loro catalogo su custombarrel.org!

Other youngsters from Cremona: Paolo and Simone of Custom Barrel. Customized barrels, in fact. The guys of C.B. give a new life to old oil barrels turning them into home’s forniture: armchairs, pouf, cofee tables, and even foosball tables. You can find their catalog on custombarrel.org!

CUSTOM BARRELCarla, direttamente da Roma (con qualche incidente di percorso), insieme al fratello è la creatrice di DizDesign. Figli di un orefice, disegnatrice industriale lei, gemmologo lui, i fratelli D’Innocenzo hanno creato una linea di gioielli dall’attitudine rock e decisamente vecchia scuola: teschi, sugar skull, triangoli massonici, un sacco di ancore e baffetti. L’intera collezione è su Dizdesign.it!

Carla, from Rome (with some incident along the way), with her brother is the creator of DizDesign. Children of a jeweler, she is an industrial designer and him a gemologist, D’Innocenzo brothers created a line of jewelry with a rock and decidedly old-school attitude: sugar skulls, masonic triangles, a lot of anchors and mustaches. The entire collection is on Dizdesign.it!

DIZ DESIGN

Bags Ahead di Federica Belli: una veterana del riciclo. Iniziò la sua attività alla fine degli anni Novanta girando il mondo alla ricerca di materiali abbandonati nelle discariche e riutilizzati nella creazione di accessori fashion. Fantastica la collezione di gioielli realizzata con gomma nera e trasparente, prodotti capaci di ingannare all’apparenza qualsiasi occhi umano. A MB è piaciuta molto anche la borsa fatta con teloni pubblicitari da buttare (orecchini in coordinato).

Bags Ahead of Federica Belli, a veteran of recycling. She began her activity at the end of the Nineties, traveling the world in search of abandoned materials in landfills and that she reused to create fashion accessories. The jewelries made with black and trasparent rubber are cool! We also like the bag made with old advertising tarpaulins (with coordinated earrings).

BAGS AHEAD La signora Carmen con i bottoni fa miracoli! El Botón de Mujer, un’idea che inizia per hobby e finisce col diventare un’arte. No, non è una merceria quella che vedete, sono gioielli di ogni tipo: bracciali, anelli, orecchini e cerchietti. Inimmaginabile quello che si può fare con dei semplici bottoni.

Mrs. Carmen does miracles with buttons! El Botón de Mujer was an idea started for hobby that became an art. No, isn’t an haberdasher shop! Those are jewelry of all kind: bracelest, rings, earrings and headbands. Unimaginable what you can do with simple buttons!

EL BOTON DE MUJER CARMEN 2

Moku è una linea di abbigliamento creata nel 2009 da Giulia Montagna. Gli abiti vengono realizzati principalmente con scarti di tessiture o teloni pubblicitari e infine impreziositi con bottoni vintage recuperati da abiti smessi. Moku ha anche una serie del tutto unica di accessori per l’acconciatura: cappellini e cerchietti ornati da oggetti insoliti come ingranaggi, bulloni, reti di bouquet, e dischi di vinile.

Moku is a clothing line created in 2009 by Giulia Montagna. The dresses are mostly made with scraps of texture or old advertising tarpaulins and finally enriched with vintage buttons from old clothes.  Moku also has a series of unique hairstyle’s accessories: hats and headbands adorned with unusual objects such as gears, bolts, bouquet’s nets, and vinyl records.

MOKU FAVOLE URBANE

Ancora “gioielli”, questa volta tra virgolette perché un po’ fuori dall’ordinario. W/ è un brand creato da Bianca Maria Buffoli, bresciana che ha deciso di riutilizzare materiali decisamente poco attraenti come vecchie chiavi, fili del telefono e metri rotti per farne accessori di stile.

“Jewels” again, this time in quotation marks because a little bit out of ordinary.  W/ is a brand created by Bianca Maria Buffili, a girl from Brescia which decided to reuse unattractive materials like old keys, telephone wires and broken meters and transform them in fashion accessories.

BIANCA MARIA BUFFOLI 2

Rimaniamo a Brescia con Franka Ramia, simpaticissima. Rimaniamo al suo banchetto per almeno venti minuti: ci mostra la sua collezione ma soprattutto ci racconta la sua storia. Picco della spiegazione è la storia dell’antico filo d’ortica che lei sta imparando con molta pazienza a tessere. Oltre il suo biglietto da visita ci ha lasciato anche quello del negozio di bici Legor (lepre nel dialetto bresciano) del fidanzato telaista di Franca.

We remain in Brescia with Franka Ramia, a very funny girl. We stay at her stand for twenty minutes at least: she shows us her collection and also tells us her story. Peak of the explanation is the ancient thread of nettle that, with a lot of patience, she’s learning to weave. With her business card she left us the one of the bike shop of her boyfriend, it’s called Legor (the local term for hare).

FRANKA RAMIA 2

Un’altra simpatica e paziente signora: Elena De Paoli (nella foto con indosso uno dei suoi pezzi preferiti). Un passato come insegnante di sartoria e tricot, nonché disegnatrice e creatrice di costumi di scena. Oltre a realizzare collane accostando materiali diversissimi fra loro, utilizza i mozziconi delle matite (portatori di anni e anni di storie scolastiche) per farne delle spille.

Another nice and patient lady: Elena De Paoli (in the pic with one of her favourite pieces). A past as tailoring and tricot teacher, as well as designer and creator of costumes. In addition to making necklaces with very different materials, she use butts of old pencils (with years and years of school stories) to create pins.

ELENA DP CREAZIONI 2

Siamo arrivati allo stand più colorato e forse anche più pazzo del mondo. Una cosa è certa: Adele Patti ha i biglietti da visita che preferiamo in assoluto. Ce l’ho solo io è il suo brand: abiti, felpe, mutandine e borse cucite interamente a mano, pezzi del tutto unici.

We arrived at the most colorful and crazy stand of the world. One thing is sure: Adele Patti has in absolute our favourite business cards! Ce l’ho solo io is her brand: dresses, sweaters, underwear and bags entirely handmade, all unique pieces.

ADELE PATTI

E finiamo con gli artisti: i Fu*turisti.

In mattinata abbiamo trovato IUCU arrampicato su una scala, intento ad appendere i loro manifesti su una parete della galleria. Ci spiega approssimativamente cosa lui e gli altri fu*turisti andranno a realizzare. Lo lasciamo continuare con altri due componenti del gruppo: Lele Picà e Gianmatteo Rona (esiste anche un quarto fu*turista, Alessandro Lex D’Aquila).

We finish with the artists: the Fu*turisti.

In the morning we met IUCU climbed up a ladder to hang their posters on a wall of the gallery. He explained us what him and the Fu*turisti will go to realize.  We lef him working with two other members of the group: Lele Picà and Gianmatteo Rona (there is also a fourth fu*turista, Alessandro Lex Aquila).

FU'TURISTI

I fu*turisti ci hanno anche  regalato un sacco di materiale da leggere e di cui, per motivi di spazio, vi faremo una breve ma significativa citazione:

[…] Ci siamo costruiti un modello di sviluppo demenziale, che ci ha lanciato senza freno sull’unico binario morto (fra i tanti possibili) dell’industrializzazione, dopo averci proiettato in un mondo capovolto attraverso la lente del consumismo compulsivo.

[…] Attraverso la cultura, in generale, e l’arte, in particolare, l’uomo si è tenuto aperta una finestra  sul tempo; una finestra che, permettendoci di guardare sul passato […] ci indica il futuro possibile nel perpetuarsi del presente, nel senso di essere sempre presenti a se stessi.

(Gianmatteo Rona, Manifesto per il risveglio delle coscienze. Pavia, 2 maggio 2013)

Fu*turisti have also gave us a lot of  manifests to read. For a reason of space we’ll make you a brief but meaningful quote:

[…] We’ve create a model of insane development that launched us without brake on the only (among many) dead end of industrialization, after having projected us in an inverted world through the lens of compulsive consumerism.

[…]  Through culture in general and art in particular, the man held an open window on time; a window allowing us to look to the past […] showing us the possible future in the perpetuation of the present,  in sense of being always present to themselves.

(Gianmatteo Rona, Manifest for the consciences awakening. Pavia, 2nd May 2013)

IUCU ed Elisa Boldori

IUCU ed Elisa Boldori

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3 thoughts on “Maggio 2013: Vanitas’ Market

  1. federica ha detto:

    bravissima Chiara complimenti

    Federica

  2. […] Alto livello dei prodotti Handmade e dei banchi Vintage…come al solito! I ragazzi di Mogol/Bordello hanno fatto un ottimo sunto di tutto quello che si poteva trovare durante la manifestazione e lo potete trovare in questo articolo! […]

  3. keaberton ha detto:

    L’ha ribloggato su KEA.

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