Marco Luppi e Tenda Blu

di Mirco Assandri

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Chiunque viva nella bassa lombarda o vicinanze conosce la Festa di Radio Onda d’Urto, celeberrimo festival organizzato dalla ormai storica radio antagonista bresciana che ogni anno fa numeri da capogiro con nomi come Ska-P, Nofx e chi più ne ha più ne metta. 

Ma vorrei focalizzare l’attenzione su qualcos’altro,sull’idea di aftershow e di quanto possa essere ostico (o no.) conciliare il main event e il pubblico già presente in un festival così vasto, aperto e variopinto con una programmazione più italiana o indipendente che si voglia dire. Ho contattato per questo Marco Luppi, già organizzatore del Low Rock Festival di Manerbio, (festival piccolo ma sempre qualitativamente alto) e in questo caso testa dietro la programamzione della Tenda Blu, palco secondario di Festa Radio Onda d’Urto dedicato agli aftershow e ai dj-set sul quale questanno hanno calcato la scena nomi autoriali come Marco Parente, pregevoli dj o performer sperimentali ma anche band pesanti ed “estreme” come Ovo, Mombu, Sunpocrisy e Ornaments (questi ultimi freschi da una data in chiusura ai Deftones).

Ciao Marco in primo luogo quali sono state le difficoltà e quali i punti di forza e le soddisfazioni nel gestire un palco collaterale in un grande festival e non un piccolo festival a se stante come quello del Low Rock?

Difficoltà sinceramente non ne abbiamo avute molte, pensavo molto molto peggio! Sicuramente nell’organizzazione sono stati di grande aiuto i ragazzi della passata gestione, rimasti con noi anche quest’anno, e comunque il fatto di gestire il Low da sette anni ci è stato di grande aiuto, abbiamo oramai una certa esperienza e quindi ognuno di noi sapeva cosa fare e come farlo, ci siamo divisi i compiti e devo dire che abbiamo lavorato bene, essere un gruppo coeso è stato determinante. L’unica differenza grande che ho notato tra Tenda Blu e Low, oltre alla durata, è stato il dover mantenere i rifornimenti quasi quotidianamente; poi certo, Tenda Blu con il passare degli anni è diventato un palco importante e desiderato da molti gruppi e quindi c’era una certa tensione, il peso della responsabilità di gestirlo e di mantenere alto il livello e il nome l’abbiamo sentito, ma nel vedere con il passare dei giorni che tutto filava, l’atmosfera era buona e il pubblico rispondeva parecchio bene ci siamo tranquillizzati. Io personalmente ero molto più teso durante l’ultimo Low rispetto ai giorni di Tenda Blu.

Ha avuto importanza tenere un riferimento di genere fra lo show principale e la vostra programmazione in Tenda Blu? Il pubblico di ROU recepisce bene artisti con suoni lontani da quelli che lo hanno spinto ad essere lì o al contrario si è contato sui cultori delle rispettive band venuti appositamente?

In alcune serate abbiamo mantenuto il riferimento di genere tra il palco principale e il nostro, soprattutto in quelle serate dove il pubblico era più specifico e selettivo sul genere, come ad esempio nella serata dei Pennywise o nella serata dei Napalm Death. Mettere dopo i Napalm Death un gruppo pop sarebbe stato un azzardo, mentre in tutte le altre serate abbiamo scelto i gruppi senza considerare il palco principale e andando a volte anche in direzione completamente opposta, anche per offrire un’alternativa contando, oltre che sui cultori, anche sui curiosi.

Che linea di pensiero hai seguito nella programmazione delle date in Tenda Blu?

Abbiamo cercato di proporre gruppi che a Brescia difficilmente suonano durante l’anno e nello stesso tempo abbiamo dato spazio a più generi passando dal cantautorato di Parente, al noise dei Lucertulas, all’afro grind dei Mombu, alla sperimentazione di Enrico Ruggeri e dando anche tanto spazio ai gruppi bresciani, su venticinque gruppi di quest’anno dodici erano bresciani. La linea guida è stata comunque di fare proposte che noi ritenevamo di qualità e speriamo di esserci riusciti.

Ultima domanda di rito: conclusioni generali sull’andamento della festa e la serata più soddisfacente a tuo parere.

La festa è andata bene, peccato solo per i tre-quattro giorni di pioggia! Noi ci siamo divertiti parecchio, non ci sono stati problemi di sorta né al di qua né al di là del bancone. Siamo stati bene tra di noi, con i gruppi, con i fonici, con il pubblico e anche con i vicini degli altri stand. Dirti una sola serata è difficile, ce ne sono state almeno quattro-cinque al limite della commozione.

E uno scorcio in avanti con due parole sui progetti futuri sia con l’Associazione Sessione Mista (Low Rock Festival) sia con Neverlab?

Quest’inverno ci saranno delle belle novità per la Sessione Mista, stiamo pensando a un’edizione invernale del Low Rock Festival e altri eventi nel corso dell’anno, ma al momento non posso dire nulla di più, inoltre abbiamo già qualche idea per la prossima edizione estiva. Anche in merito a Neverlab nelle prossime settimane ci saranno novità.

Grazie mille di tutto e a presto Marco, se vuoi puoi chiudere con una conclusione o qualche ringraziamento.

Saluto e ringrazioi volontari e gli organizzatori di Radio Onda d’Urto, Jean Luc Stote in particolare, infine un saluto e ringraziamento ad Alberto Belgesto e tutti i ragazzi e le ragazze che ci hanno aiutato.

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Anyone who lives in Lombardy countryside or nearby knows Festa Radio Onda d’Urto, the famous festival organized by historical antagonist radio of Brescia, which every year makes dizzying numbers with names like Ska-P, Nofx and many others.

But I would like to focus the attention on something else, on the idea of aftershow and on how is difficult (or not) combine the main event and spectators already present in a so big, open and colorful festival with an Italian and independent plan. That’s why I called Marco Luppi, already organizer of Low Rock Festival in Manerbio (small but high quality festival) and in this case mind behind Tenda Blu, minor stage of Festa Radio Onda d’Urto dedicated to aftershows and dj-sets on which this year have walked the scene people like Marco Parente, valuable djs and experimental performers, but also great and extreme bands such as Ovo, Mombu, Sunpocrisy and Ornaments (fresh from the stage with Deftones).

Hi, Marco! In first place, what were the difficulties and what the strengths and the satisfactions in the managing of a collateral stage in a big event instead of a small festival such as Low Rock?

Fortunately, we didn’t have many difficulties, much better than I thought! Certainly a great help came from the former management group, who’s stayed with us already this year; then the fact of handling the Low Rock since seven years gave me an help, we have some experience and so each of us knew what to do and did it well. Be a close group was decisive. The only big difference I’ve noticed between Tenda Blu and Low Rock, as well as the duration, was the need to maintain supplies almost daily; then sure, Tenda Blu over the years has become a major stage, desired by many groups, and so there was some tension: we felt the burden of responsibility to manage and mantain a high level, but seeing that every day everything went well, the atmosfere was good and the audience too, calmed us. I was much more in tension during the last edition of Low Rock.

Has been important to keep a connection of genre between the main show and the programming of Tenda Blu? The spectators of Radio Onda d’Urto implement well artists with a very different sound from these of main stage, or otherwise you’ve relied on the lovers of the bands that played in Tenda Blu?

For some events we kept the reference in kind between the main stage and our own, especially on those evenings where audience was more specific and genre-selective, such as the night with Pennywise or Napalm Death. Put a pop band after Napalm Death would have been a risk, while in other events we chose bands without considering the main stage and sometimes going even in the completely opposite direction, also to offer an alternative, relying not only on lovers but also on curious.

Which line of thinking you followed planning the dates of Tenda Blu?

We tried to suggest bands that hardly would play in Brescia during the year. And at the same time we gave space to more genre, going from songwriting of Parente, to the noise of Lucertulas or afro grind of Mombu, experimenting of Enrico Ruggeri and also giving much space to bands from Brescia, on 25 bands who played this year, 12 come from the city. The guideline, however, was to make quality proposal and we hope to have succeeded.

Last ritual question: general conclusion on the progress of the festival and the most satisfying night in your opinion.

The festival went well, a pity only for the three-four days of rain! We enjoyed a lot, there have been no problems on both sides of the counter. We were good between us, the bands, soundmen, with spectators and also with stand-neighbors.

Tell you of one night in particular is hard, there have been at leat four or five nights at the edge of commotion.

And a glimpse on future project of the association Sessione Mista (Low Rock Festival) and Neverlab?

This winter there will be good news for Sessione Mista, we’re thinking about a winter edition of Low Rock Festival and other events throughout the year, but at the moment i can’t say anything more, we also have some ideas for the next summer edition. Even about Neverlab there will be some news.

Thanks a lot of everything and see you soon Marco, if you want you can close with a conclusion or some thanks.

I greet and thank the volunteers and organizers of Radio Onda d’Urto, Jan Luc Stote in particular, finally, a greeting to Alberto Belgesto and all the guys who have helped us.

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