Lumière Brothers

di Chiara Berton

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Siamo riusciti dove altri colleghi a tempo debito fallirono: intervistare i Lumière Brothers. Rincorsi tra il Tunnel di Reggio Emilia e qualche Original Different Festival, li abbiamo braccati mentre lavoravano all’ELEVA: risposte decisamente folli e a tratti serissime, ecco a voi le cose che ci hanno raccontato!

Ciao Lumière, spiegate un po’ agli amici di MB chi siete!

Ciao! Siamo Fabio, Federico e Giorgio. Amici che da sempre condividono la passione per il cinema, la arti visive e la subcultura B-Series anni ’80-’90. Giorgio studia fisica a Ferrara ma da sempre sogna di diventare family banker, Federico è una guida certificata per il bird-watching nel nord Italia e nel tempo libero lavora come contabile in uno studio commercialista, Fabio è un nostalgico come l’odore di sigarette nei cinema, i cappelli con visiera dei Chicago Bulls e il sovoir faire di Kevin Costner; ritiene che il progresso tecnologico sia necessario, infatti lavora nel settore commerciale di software, computer e altre diavolerie elettroniche, ma ancora non riesce a capacitarsi di come nel programma di storia nelle scuole superiori non venga citato il nome di Robert Palmer e della sua campagna di contestualizzazione estrema dello stocking e del nude look in ambienti lavorativi.

Quando e come è nato il progetto Lumière Brothers?

Il progetto Lumiere Brothers è nato quasi per caso: eravamo a un party, credo nel 2008, al quale venivano proiettati spezzoni di vecchi film. La cosa da subito ci sembrò interessante dato che il video editing era un settore che da sempre ci affascinava, anche se non avevamo mai preso in considerazione l’idea di metterlo in pratica durante una serata con pubblico dal vivo. E così abbiamo iniziato a documentarci su che tipo di programmi usare per riuscire a proiettare video e filmati a tempo di musica, abbiamo fatto della pratica durante piccole feste, abbiamo acquisito più esperienza e ci siamo proposti per serate più importanti.

Quanto tempo viene mediamente impiegato nella preparazione di un visual-set?

Alla preparazione dedichiamo generalmente un’ oretta al giorno, dipende ovviamente sempre dal tipo di impegno: se dobbiamo preparare un visual set con mapping allora in fase iniziale dobbiamo dedicare più tempo all’impostazione del progetto. Come per un dj deve sempre ascoltare e ricercare nuovi pezzi, anche per noi diventa fondamentale creare sempre nuovi loop. Può capitare anche che ti venga un’idea mentre sei in giro o al lavoro e appena arrivato a casa ti metti davanti al tuo computer per provare a realizzarla.

Portate un nome storicamente altisonante per quanto riguarda l’immagine, qual è stato il vostro approccio all’arte visiva?

Il nostro approccio ai visual set è stato da subito abbastanza semplice, iniziando montando clip dalle più disparate provenienze (film, pubblicità, video vintage, ecc.). I video creati li utilizzavamo in serata, realizzando effetti live in linea con musica e andamento del party. Se mai dovessimo scegliere uno stile predominante sceglieremmo la categoria B-movies come nostro core business! Il tempo e l’esperienza ci ha reso particolarmente attenti al tipo di stile che il nostro cliente richiede: se la richiesta è mappare una facciata di un edificio o creare un’installazione ad hoc per un evento, dobbiamo necessariamente avere un approccio meno scherzoso e progettare un ambiente virtuale con programmi 3D, creare loop inediti e precisi al millimetro per la struttura su cui proiettare. Insomma, siamo dovuti diventare adulti anche noi!

Solitamente chi si occupa delle installazioni grafiche durante dj-set è rintanato in un angolo remoto della sala con una buona visuale. Un po’ come l’occhio che tutto vede vi capita di osservare le reazioni della gente alle proiezioni? E se sì, vi incuriosiscono o vi fate solo due risate?

Il fine del nostro lavoro è creare un’ ambientazione che possa impressionare il pubblico, quindi è sempre bello per esempio vedere telefoni che riprendono ciò che proiettiamo, ci fa sentire apprezzati! La risposta della gente è importantissima, ci aiuta a capire cosa può piacere e cosa invece evitare per migliorare sempre di più. Alla fine dei conti il nostro vero cliente è il pubblico stesso! Siamo tuttavia ben consapevoli che il nostro lavoro è sempre un contorno, una scenografia, quindi il nostro posto sarà sempre dietro le quinte: chi sceglie di fare visual durante una serata sa che non sarà mai il front man. Come hai detto te, di solito siamo in angoli bui, ma è anche questo l’aspetto che più ci piace: essere apprezzati senza il bisogno di apparire a tutti i costi.

Qual’è il dj con cui avete collaborato che più avete apprezzato? 

Non abbiamo un vero e proprio dj preferito, anche perché generalmente non abbiamo un contatto diretto con l’artista, ma se proprio dovessimo sceglierne qualcuno diremmo James Zabiela e Paris Koumiotis. Sono gli artisti con i quali abbiamo sempre avuto più empatia, solo la loro presenza ci esaltava e i nostri visual set diventavano più interessanti. È un fattore molto emozionale che diventa difficile spiegare.

Ci sono colleghi di cui stimate il lavoro e a cui almeno una volta avreste voluto fottere le idee?

Ci sono molti ragazzi bravi in giro, il vj è diventata ormai una figura sempre più frequente nei locali. Se proprio dovessimo scegliere diremmo Zorro, Magalli e Indiana Jones.

Progetti futuri?

La nostra casa base è sempre il Tunnel a Reggio Emilia, con il party WOW. Non riusciremmo a immaginare una stagione senza la nostra amata gabbia (così chiamiamo la nostra zona visual nel locale). Ormai è da anni che partecipiamo attivamente a questo party, quindi ogni stagione deve partire necessariamente da nuove idee per migliorare il reparto visivo del WOW. Poi siamo molto attivi nella nostra regione, abbiamo lavorato per molti locali, ma il nostro sogno è da sempre proiettare il bomber Fabrizio Frizzi durante un matrimonio Kazako. E prima o poi ci riusciremo.

Come vi vedete tra 10 anni?

Sicuramente grassi, ma quel grasso che piace.

Lumière Bros

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One thought on “Lumière Brothers

  1. Alessandro ha detto:

    Geni veri!

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