ARCI FUZZY

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Sappiamo già cosa state pensando: «Ma cos’è?! Quelli di MB tornano e postano della roba su un Arci? Pessimi». Sì, siamo pessimi. Ma per natura. Il Fuzzy è una cosa diversa, è più di un circolo Arci, va oltre. Avevamo intervistato Antonia Araldi (colei che lì dentro gestisce tutto) a marzo, quando avevano già partecipato a Free Italian Creativity, nostro documentario collettivo, e due mesi più tardi avrebbero ospitato il nostro Carichi! 

La cosa che più ammiriamo dei ragazzi del Fuzzy è la loro missione: rigenerare a tutti i costi in maniera pulita il loro quartiere, Valletta Valsecchi. Una delle prime cose che noti di questo piccolo pezzo residenziale di Mantova è la quasi totale desolazione degli esercizi commerciali. Vetrine, vetrine e vetrine vuote sotto ai palazzi pieni di gente. Poi il Fuzzy, spazio minuscolo ma coloratissimo che in pochi anni è diventato un centro ricreativo e fulcro di creatività per molti abitanti di Valletta Valsecchi ma non solo. 

Questa settimana si terrà una delle iniziative più importanti per il piccolo circolo mantovano che rianimerà quella che una volta era la piazza del quartiere, coinvolgendo sia residenti sia creativi della zona che occuperanno i negozi abbandonati creando delle vere e proprie esposizioni artistiche. Durante questo esperimento di rigenerazione si terranno anche dei workshop nei quali si dibatterà di strategie per la rianimazione dei centri urbani.

Ecco qui l’intervista un po’ datata ad Antonia (intervallata di tanto in tanto da cose, che ai noi vi perderete, dette con accento friulano da The Sleeping Tree mentre gironzolava per il Fuzzy in attesa di suonare).

Ciao Antonia! Raccontaci un po’ la storia del Fuzzy.

Il posto ha aperto tre anni fa, era parte di un progetto sperimentale di coesione sociale e tre ragazzi hanno deciso di creare questo spazio che era usato per lo più come studio (erano videomaker, grafici e fotografi) e dove ogni tanto organizzavano delle serate.

Nel settembre scorso io e il mio fidanzato abbiamo chiesto di poterne usufruire come studio mentre scrivevamo una tesi su questo quartiere, creando un progetto di rigenerazione e facendo nel frattempo un po’ di processo partecipativo con interviste ai residenti.

Poi il vecchio direttivo si è sciolto e abbiamo avuto modo di formarne uno nuovo. Ora stiamo cercando di fare molta più musica dal vivo al venerdì e al sabato, cercando di non andare oltre la mezzanotte perché c’è comunque una dimensione di quartiere che ci sta molto a cuore e cerchiamo di rispettare le persone che vivono qui intorno. Poi apriamo il mercoledì come spazio libero e organizziamo corsi e workshop cercando di concentrarci sempre sui progetti di rigenerazione urbana (lo street artist Pao ha collaborato con alcuni ragazzi dipingendo i panettoni di cemento dei marciapiedi, abbiamo costruito inoltre un piccolo orto comune, utilizzando alcuni pallets come fioriere).

Del vostro video per Free Italian Creativity ci ha colpito molto l’importanza data al locale e in particolare a Valletta Valsecchi, ma quanta importanza danno i residenti a voi? SIete riusciti ad aprire le vostre porte anche ai filistei?

Ci sono state diverse fasi: qualche tempo fa abbiamo fatto una serie di concerti dove abbiamo suonato un po’ troppo forte e siamo andati oltre la mezzanotte, i residenti sono arrivati a un apice di incazzatura, è arrivata la polizia e ci ha messo la colla nelle serrature. Quando c’è stata la riunione di condominio erano tutti molto arrabbiati e i condomini dei palazzi intorno hanno addirittura raccolto delle firme contro il Fuzzy. All’inizio dell’assemblea volevano denunciarci ma parlando si è poi arrivati ad un accordo: avevamo esagerato ma faceva loro piacere avere una realtà attiva come la nostra nel quartiere. Ora va meglio, ci sono molte più persone che ci supportano.

Degli Arci di Mantova siete decisamente il più particolare, siete riusciti ad attirare i frequentatori degli altri circoli e gente da fuori città in un quartiere come Valletta, c’è soddisfazione da questo punto di vista?

Certo, poi noi ci auto-esaltiamo spesso e volentieri! Il posto fortunatamente è piccolo, quindi con 25 persone facciamo il pienone e i musicisti sono contenti, e poi viene sempre gente diversa e “stani mantovani”. Facendo cose molto diverse si ha un pubblico più variegato che proviene anche da fuori.

Ma il Fuzzy ha un motto?

La logica Fuzzy deriva dalla teoria della relatività di Einstein per cui le cose accadono in modo casuale e portano ad altre cose, è il principio della reazione a catena.

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