Alessandra Belloni

di Chiara Berton Alessandra Belloni

Come tutte le migliori interviste di Mogol Bordello quella ad Alessandra Belloni è arrivata un po’ per caso e ci ha lasciato a bocca aperta. Avremmo potuto inserire una serie delle sue illustrazioni, le immagini, con la loro tenera ironia, avrebbero certamente svolto un lavoro migliore di mille parole. Invece, curiosi come siamo, abbiamo voluto ficcare il naso tra le idee di questa giovane artista cremonese e con otto domande ci siamo fatti raccontare la sua storia. 

Come, quando e perché hai iniziato a disegnare seriamente? Ricordi la prima volta in cui hai pensato che un mestiere come quello dell’illustratrice sarebbe potuto diventare il tuo?

«Ho iniziato a disegnare seriamente da quando ho imparato a tenere in mano la matita. È sempre stata una questione seria: a volontà di creare qualcosa che corrispondesse esattamente a quello che avevo in testa esiste da quando ero molto piccola; questo intendo per disegnare seriamente. Per quanto riguarda l’illustrazione devo ringraziare il mio professore di Discipline Pittoriche del liceo: lui ci ha inseriti al mondo dell’illustrazione e della grafica (forse perché aveva pietà di noi) in previsione di un futuro di per sé incerto, figuriamoci per dei diciottenni che, letteralmente, sognano di fare gli artisti senza avere la più pallida idea di cosa volesse seriamente dire. Tuttora non lo so. Conoscere la dimensione illustrativa del di-segno mi ha permesso di riorganizzare le idee sul mio lavoro, darmi delle priorità professionali e quindi costruirmi dei binari…non so ancora dove mi porteranno ma il treno è partito».

Nel tuo blog (qui il link) si possono trovare alcuni dei tuoi sketch quotidiani. Tenere un diario illustrato può essere terapeutico tanto quanto il classico diario segreto?

«Indubbiamente può essere terapeutico, se si parte con l’idea di costringersi alla continuità il gesto diventa rito e parte di azioni che diventeranno naturali come camminare. Credo sia tra le cose più vicine al raggiungimento dell’Iperuranio di Platone. Crearsi un metodo significa essere già a metà dell’opera, è il sapere come approcciarsi al foglio che lascia respiro all’idea e le permette di muoversi fino quasi a plasmarsi autonomamente. Io sono assolutamente incapace di portare avanti con continuità un lavoro simile. Nell’infanzia ho collezionato una serie infinita di diari segreti, tutti iniziati e mai finiti. Gli sketchbook riesco a terminarli ma mai con una scansione regolare».

Alessandra Belloni Quali sono gli artisti che stilisticamente ti hanno influenzato di più? Quali invece adori ma trovi veramente inarrivabili?

«In adolescenza quelli che mi hanno influenzato di più sono stati gli impressionisti, poi quando ho scoperto l’illustrazione sono diventati Valerio Vidali, il primo in assoluto, e poi innumerevoli altri che ho spiato sull’Associazione Illustratori. Inarrivabili sono Gipi e Daniel Egneus, basta fare un salto sul Google Immagini per capire il perché».

Cosa ti spinge a scegliere un soggetto (animato o inanimato che sia) e metterlo su carta?

«Credo che sia l’interagire delle forme e dei colori, non c’è un motivo particolare ma c’è un motivo personale e soggettivo, è un po’ come cercare di spiegare perché piace un piatto piuttosto che un altro. Non c’è una soluzione logica, c’è una sorta di attrazione inconscia».

Hai una colonna sonora particolare che spinge la tua creatività?

«La colonna sonora è al novananove per cento hip hop. Mi dà ritmo e credo sia questo che mi permette di isolarmi completamente e andare a prendere le “idee buone”».

dog

Che rapporto hai con Cremona e quale invece con Annicco?

«Cremona è legata agli anni dell’adolescenza, quelli del liceo, il periodo segnato dalla più totale incertezza e ignoranza: bellissimo!

Annicco è il mio porto. In un certo senso è come se lì il tempo fosse fermo e pensarla in questo modo mi aiuta nei momenti di crisi personale: sapere che ci sono i miei scogli durante la tempesta mi rincuora».

Se un ragazzino decidesse di seguire le tue orme e diventare un illustratore quali consigli gli daresti?

«Gli direi di provare insieme a me, perché io illustratrice non lo sono ancora e spero di non esserlo mai, nel senso che preferirei non categorizzare quello che faccio. La mia utopica idea è quella di disegnare a prescindere e sviluppare un metodo che mi permetta di produrre opere che si adattino prima di tutto alle mie esigenze e in cui la gente ci si rifletta e ritrovi all’interno un pezzettino di sé. Sì, decisamente un’utopia»!

Che progetti hai per il futuro?

«Il mio attuale progetto è quello di imparare il più possibile all’Isia, la scuola che sto frequentando, laurearmi nei tempi stabiliti e disegnare tutto quello che posso. Sto crescendo moltissimo e velocemente e la cosa mi fa impazzire, sta diventando una droga! Il bello è che è la prima volta in cui ho la certezza di fare qualcosa che mi serva realmente, in cui il lato umano e professionale vanno a braccetto verso l’ignoto e finché sarà così, sarò certa che la strada che sto percorrendo è quella giusta».

alessandrabelloni.it

Alessandra Belloni

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , ,

One thought on “Alessandra Belloni

  1. rubyferrazza ha detto:

    davvero interessante!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...